Direttore: Aldo Varano    

REGGIO FUTURA: "amministrazione Falcomatà un grande bluff"

REGGIO FUTURA: "amministrazione Falcomatà un grande bluff"
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"Tornerà la Primavera di Reggio". "La mia amministrazione sarà una casa di vetro". Così il primo cittadino alla manifestazione in piazza Duomo la sera della sua elezione. Prendendo a prestito il titolo di un poemetto di Esiodo, a distanza di 526 giorni, il grande bluff e' emerso in tutta la sua drammatica realtà e la città si è ricreduta, mestamente delusa ed illusa. Si è ricreduta non solo per non aver avuto l'opportunità di vedere dentro la "casa" ma per aver costatato de visu lo scempio che quotidianamente viene perpretrato ai suoi danni. Gli stessi che all'indomani delle elezioni festeggiavano la vittoria, oggi sfiduciati passeggiano a testa bassa dinnanzi all'infinita ridicola telenovela del corso Garibaldi, all'estenuante lentezza dei lavori di pavimentazione di piazza Italia, al l'interruzione della sistemazione della via Marina dopo la parziale scarnificazione, peraltro interrotta, alla triste vicenda del Lido comunale, alla clamorosa svendita di parte del Parco Caserta. L'incapacità mista all'improvvisazione e' sotto gli occhi di tutti. La pattuglia che amministra la città dimostra di essere assolutamente impreparata, inesperta, poco credibile. L'unico espediente trovato per giustificare tale incapacità e' quello di dissacrare il passato. Si demonizza l'operato delle amministrazioni precedenti le quali, pur non avendo avuto il tempo di portare a termine la programmazione che avrebbe rilanciato la Città, hanno lasciato tracce indelebili. Tra tutte, a pochi giorni dalla scomparsa del prestigioso architetto Zaha Hadid che ne curò la stesura, pensiamo con rammarico all'ambizioso avveniristico progetto del Regium Waterfront. Una grande opera dell'illustre architetto irachena che avrebbe disegnato la città del futuro, trasformando definitivamente l'immagine di Reggio . Un sindaco tanto orgoglioso quanto emozionato presento' il progetto alla sua città per renderla edotta, coinvolgerla e aprirla a valutazioni critiche sulla progettazione e sulle prospettive. Un'opera monumentale, questa, propedeutica al Museo del Mediterraneo che avrebbe proiettato Reggio in una dimensione internazionale quale centro di convergenza delle grandi culture del Mediterraneo. A queste prospettive, oggi si contrappone un team inadeguato di amministratori che in mancanza plateale di idee mette al bando progetti di eccezionale rilevanza la cui realizzazione non avrebbe intaccato le finanze destinate al territorio, solo perché provengono dalle amministrazioni precedenti, impedendo così il volo di Reggio verso il progresso. La città non desidera vedere sulla stampa  solo la quotidiana figura del Sindaco ai compleanni dei centenari, o nell'atto di firmare un protocollo d'intesa col preside di una scuola, o all'insignificante apertura di un breve tratto del lungomare di Gallico, o presenziare a mediocri iniziative programmate per pochi intimi all'hotel Miramare. Questo presenzialismo  lo vorrebbe vedere nel taglio del nastro di un' opera importante per la comunità e non per l'esibizionistico culto dell'immagine. Dove sono le idee nuove? Dove sono gli amministratori capaci di realizzare? Attendiamo risposte alle facili promesse elettorali, perché è l'oggi che i cittadini vivono.
Le donne di Reggio Futura