Direttore: Aldo Varano    

REGGIO. Ethos: "l'amministrazione non dimentichi il Tempietto"

REGGIO. Ethos: "l'amministrazione non dimentichi il Tempietto"

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"Tante cose accadute a Reggio nel corso di questi decenni hanno offeso la Città ed suoi Cittadini. Sfregi ambientali, paesaggistici ed urbanistici hanno fatto da eco ad offese ed oltraggi etici e morali che hanno finito, ahi noi, per assuefare quasi tutti a tutto. In un territorio in cui il "fare spallucce" è diventato quasi un modo per salutarsi e conversare, ci sono, tuttavia, alcune poche questioni che, mi auguro, possano quantomeno destare attenzione da parte dei Cittadini e determinare conseguentiazionida parte delle Istituzioni preposte. Tralasciando, in queste sede, le innumerevoli altre e ben più dannose questioniche offendono e vilipendono noi ed il nostro territorio, mi permetto di segnalarvi la porzione di Città che più di ogni altra è il bigliettino da visita, la vetrina di Reggio e dei suoi figli: il Lungomare Falcomatà. Dal Lido Comunale al Tempietto, la nostra "via marina" è impareggiabile e straordinaria, campanilismo e retorica a parte. Toglie il fiato passeggiare tra le palme ed il mare, con sullo sfondo l’Etna, ed arrivare fino al Tempietto, a mio giudizio la zona più suggestiva del Lungomare, perché satura di storia e di testimonianze,proprio "…la dovel'Apsia, il più sacro dei fiumi, si getta in mare, troverai una femmina che sposa un maschio-una vite intrecciata attorno ad un fico selvatico-; lì fonda una città, perché il dio ti concede la terra Ausonia.".Così come toglie il fiato vedere che proprio la zona del Tempietto, la più a sud del Lungomare Falcomatà, è stata abbandonata e dimenticata: erbacce ovunque, pavimentazione rotta e/o staccata dalla propria sede, interi settori della ringhiera abbandonati alla ruggine marina e spezzati in molti punti, muri imbrattati, tempietto praticamente distrutto. Una vera pugnalata al cuore.

Pensare che proprio quel Falcomatà cui è intitolato, giustamente, il nostro Lungomare, vedendo quella meraviglia, in quel preciso posto dove oltre duemila anni prima fu fondata la Città, si commuoveva,sognando un futuro finalmente diverso e nuovo per Reggio.Sembra essere passato un secolo.Sembra di vivere in un’altra Città e con altri Cittadini. Infatti, non è soltanto una questione politica, è molto più una questione socialeeculturale, che riguarda i Cittadini edi loro comportamenti. Imbrattare, rompere, distruggere, così come, rubare, corrompere,raccomandare sono tutte azioni compiute dall’uomo, che sia cittadino o straniero, elettore o eletto, no-global o politico. È una nostra responsabilità avere cura del bene comune, proteggerlo e tutelarlo da chi, amministratore della cosa pubblica o vandalo ignorante (…ammesso che ci sia una differenza tra i due…)lo trascura o lo danneggia. In questo senso, certamente la riqualificazione della zona è un passaggio inziale e necessario che mi sento di dovere chiedere all’Amministrazione Comunale. Tuttavia, quello che credo sia necessario per tutelare e proteggere i nostri straordinari patrimoni ambientali, paesaggistici ed artistici è, anche in questo caso,l’interesse, ossia l’attenzione e la cura che ciascuno di noi deve ai beni comuni.Non si tratta di fare gli eroi o di essere sceriffi, ma di non essere indifferenti. Ad esempio, sebbene la Città pulluli di telecamere di sorveglianza e di sicurezza, sarebbe sufficiente chiamare le forze dell’ordine quando si vede qualcuno che imbratta o rompe, senza dover necessariamente intervenire in prima persona, così come sarebbe sufficiente votare con coscienza e conoscenza al momento delle elezioni, senza doversi necessariamente astenere e favorire chi ha i soliti pacchetti di voto."

Il Socio Fondatore di Ethos

Nino Musarella