Gli altri, invece, guardano indietro, alla città oscura delle conventicole e delle segreterie , superata dalla storia.
Occhiuto punta a candidare Cosenza come capitale europea nel 2033, i suoi antagonisti cambiano alleanze e diciture ; Occhiuto nomina Sgarbi assessore al centro storico , gli altri firmano e ritirano accordi, si accusano a vicenda di tradimenti e poca lealtà.
Occhiuto illustra ciò che accadrà a Piazza Riforma, Piazza Amendola, a San Vito Alto, gli altri candidati a Sindaco perdono tempo nel mettersi d’accordo su liste e presenze .
Tutto questo mostra irreversibilmente come si sia consumato lo strappo tra un Sindaco amato dai cosentini e un gruppo di potere , annidato in due schieramenti, che rappresenta un modello politico fallimentare e obsoleto .
Non abbiamo ascoltato una sola parola concreta sui trasporti ecosostenibili, sull’idea di area urbana, sui quartieri .Niente.
Solo enunciazioni di massima e retorica per nascondere sotto il tappeto la polvere di un’archeologia partitica i cui i cittadini cosentini e calabresi sono stufi .
Il 5 giugno Cosenza premierà chi ha dimostrato una grande cultura del fare , rendendosi credibile e autorevole, punendo chi pensa ancora che una comunità sia il luogo per perfezionare accordi di potere, rappresentazione pittoresca e sarcastica di un passato mediocre