CALABRIA. Cgil VS Cisl: si chiama fuori dal Portella e non figura tra le parti civili del processo alla mafia reggina (Gotha)

CALABRIA. Cgil VS Cisl: si chiama fuori dal Portella e non figura tra le parti civili del processo alla mafia reggina (Gotha)
"Le gravi ed irresponsabili affermazioni del Segretario generale della Cisl Calabria che aveva diramato una nota stampa alla vigilia del 1 maggio con la quale accusava la Cgil Calabria di 'chiamarsi fuori' dalla manifestazione di Portella della Ginestra sono una offesa ai tanti militanti della Cgil e non che dalla Calabria sono partiti ed hanno manifestato a Piana degli Albanesi. Per questi lavoratori chiediamo le scuse formali dalla Cisl Calabria". E' quanto si legge in una nota della segreteria della Cgil Calabria. "Per conoscenza del Segretario della Cisl - prosegue la nota - le manifestazioni del 1 maggio si sono tenute anche in Calabria, in alcuni casi unitarie, in altri casi sono state organizzate dalle Amministrazioni comunali, dalle Camere del lavoro, dalle associazioni. La festa del 1 maggio e' una festa di tutti e non e' prerogativa della sua sigla, se ne faccia una ragione. Piuttosto spieghi il Segretario della Cisl calabrese ai lavoratori perche' la Cisl Calabria si e' 'chiamata fuori' dalle parti civili dal processo 'Gotha' che si svolge nel Tribunale di Reggio, non avendolo visto alla prima udienza nell'aula bunker dove la Cgil in tutte le sue articolazioni era presente. Spieghi inoltre il Segretario generale della Cisl Calabria il perche' si e' 'chiamato fuori' dal procedere ad una mobilitazione unitaria, stante la drammatica situazione economica e sociale cui versa la nostre regione, nonostante gli esecutivi unitari a piu' riprese spingevano in queste direzioni. La Cgil Calabria in questi mesi, pur non comprendendo le esitazioni della Cisl a procedere ad una mobilitazione unitaria verso il governo nazionale e regionale ha rispettato i tempi chiesti, lavorando alacremente per ridare valore ad una azione comune che ha consentito di rimettere in moto vertenze delicate come quella della Zes di Gioia Tauro, alla quale, fino a poco tempo fa non credeva piu' nessuno. LaCalabria ha bisogno di un sindacato forte, che non faccia la stampella della politica e che sia autonomo, capace di dare alla politica gli stimoli necessari per cambiare rotta e strategia e mettendo al centro della discussione lo sviluppo ed il lavoro, senza autoreferenzialita' o reverenzialita'". "Con la sua uscita, estemporanea ed irresponsabile, dettata forse da una precisa volonta' di non procedere alla mobilitazione unitaria - conclude la segreteria della Cgil - il Segretario della Cisl Calabria ha tracciato un solco profondo, di cui i lavoratori, il sindacato unitario, non ne avvertivano il bisogno".