L'Espresso. Il caso Cosenza coi Gentile e Scarpelli rischia di essere una brutta grana per Alfano

L'Espresso. Il caso Cosenza coi Gentile e Scarpelli rischia di essere una brutta grana per Alfano
La Dda di Catanzaro "sta rileggendo i risultati di quel rapporto finale mandato
a Roma" dopo l'accesso antimafia all'Azienda sanitaria provinciale di Cosenza,
"per capire se ci sono risvolti penali nella vicenda". E' quanto scrive
L'Espresso in un servizio che sara' pubblicato domani, e di cui il settimanale
ha fornito un'anticipazione, nel quale si afferma che "Cosenza rischia di
trasformarsi in una brutta grana per il titolare del Viminale". "I pasticci
della sanita' calabrese e il futuro dell'Ncd. Il nuovo partito di Angelino
Alfano - scrive il settimanale - ha la sua roccaforte in Calabria: lo scorso 8 febbraio a Cosenza per il ministro
c'e' stato un bagno di folla. Padrone di casa il senatore Antonio 'Tonino'
Gentile, coordinatore regionale del partito con ambizioni da sottosegretario. In
prima fila si sbraccia Gianfranco Scarpelli, il commissario risanatore della
sanita' cosentina: una delle fabbriche del consenso in questa terra, che muove
quasi un miliardo di euro l'anno. Nove giorni dopo il bagno di folla, i giudici
hanno sospeso Scarpelli per due mesi e inferto un colpo micidiale al sistema di
potere di Gentile. Al manager sono state contestate consulenze per 900 mila euro
distribuite a un avvocato, fedelissimo del senatore, e girate in parte al figlio
di Gentile, che e' finito sotto inchiesta''. Nell'articolo si afferma che ''i
sospetti di malaffare nella sanita' cosentina sono ben noti al Viminale'',
ricordando che ''nel 2012 ispettori e militari delle Fiamme Gialle hanno passato
al setaccio le attivita' di ospedali e ambulatori cosentini per verificare le
ingerenze delle cosche nel settore. Nel loro rapporto finale gia' emergevano gli
incarichi affidati senza gara pubblica. In tre anni l'Asp di Cosenza ha speso
piu' di 4 milioni e mezzo in consulenze esterne. Nella relazione inviata al
Prefetto di Cosenza venivano segnalate inoltre anomalie in alcuni appalti e
soprattutto la presenza di personaggi vicini, e in certi casi organici, ai clan
nei presidi sanitari di Paola e Cetraro''. Ricordando la conclusione della
pratica, L'Espresso scrive: ''ma nel dossier conclusivo spedito a Roma dalla
prefettura non veniva esplicitamente richiesto il commissariamento dell'azienda
sanitaria, pur sottolineando una serie di ombre inquietanti sulle infiltrazioni
criminali. La pratica e' arrivata sul tavolo del ministro Alfano sei mesi fa ed
e' stata archiviata il 13 novembre, salvando cosi' l'azienda sanitaria nel regno
di Gentile cosi' e' salva. Due giorni dopo, Angelino Alfano annuncia la nascita
dell'Ncd: il senatore cosentino viene nominato coordinatore regionale. Ma ora la
procura distrettuale antimafia sta rileggendo i risultati di quel rapporto
finale".