NOSTRO SERVIZIO - Un orrore senza fine. Una carneficina. Una mattanza che invece di ammazzare i tonni ha insanguinato il nostro mare. Terrore, orrore, omicidi, annegamenti, grida, pianti, bimbi che cadevano in alto mare e venivano lanciati giù e sparivano negli abissi.
Un 19 luglio di terrore nel Canale di Sicilia, a ridosso di casa nostra. Lo hanno raccontato decine dei 561 immigrati giunti a Messina sulla petroliera danese "Torm Lotte" dopo un salvataggio drammatico operato mentre altri uomini continuavano a sparire tra le onde. Sarebbero almeno 140 i morti, ma purtroppo è una stima difettosa. Grazie alle testimonianza dei sopravvissuti sul barcone finito poi a Malta con 29 cadaveri nella stiva la polizia messinese ha arrestato cinque uomini per omicidio plurimo. Tre hanno tentato la fuga e in tasca, si è poi scoperto, avevano il biglietto dell’autobus per Milano. Sarebbero questi cinque gli assassini che hanno iniziato a uccidere a colpi di coltello e a buttare a mare i passeggeri per paura che il barcone si capovolgesse per le risse tra arabi e africani provocati dalla richiesta degli africani di uscire dalla stiva in cui erano ammassati. A questo primo scontro si sarebbe aggiunto quello tra chi voleva tornare indietro per paura e chi voleva si proseguisse.
Secondo la ricostruzione della polizia di Messina gli arabi avevano pagato per il viaggio tra 1.000 e 2.000 dollari gli africani tra 250 a 500 dollari. Da qui la differenza di trattamento. Gli assassini avrebbero ucciso a caso gli africani, donne bambini che uscivano dalle stive per poi buttare i cadaveri in mare. Il Mediterraneo denso di scambi culturali e commerciali che hanno fatto la storia del mondo rischia di diventare una pozzanghera di sangue.