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SULLA CALABRIA. Botta e risposta tra Corbelli e Galli della Loggia

SULLA CALABRIA. Botta e risposta tra Corbelli e Galli della Loggia

di FRANCO CORBELLI - L'editoriale di Ernesto Galli della Loggia (Corriere, 20 luglio) è una condanna severa di una intera classe politica e dirigente calabrese e siciliana. Calabria e Sicilia vengono definite una «vergogna nazionale» e i politici di Reggio, Cosenza e Palermo «miserabili politicanti». Parole pesantissime. Con onestà bisogna riconoscere che gli scandali e gli sprechi dei due consigli regionali di Calabria e Sicilia sono fatti noti. II problema è un altro: perché scegliere come simboli queste due regioni (oltre alla Provincia di Trento, citata nell'editoriale) quando come si è visto i veri grandi scandali sono altrove. Che si dovrebbe dire della Lombardia, del Piemonte, della Liguria, del Lazio, della Sardegna? L'elenco è lungo: tutta l'Italia è infettata e devastata da malapolitica e corruzione. A Galli della Loggia, che stimo motto, chiedo di raccontare che c'è anche un'altra Calabria, così come un'altra Sicilia (basti citare Lampedusa). C'è una Calabria solidale, generosa, antimafia, quella di tanti onesti amministratori (come l'ex sindaco anti-'ndrangheta, di Rizziconi, Antonio Bartuccio) e di giornalisti coraggiosi, come Michele Albanese del Quotidiano, che per le sue denunce contro la 'ndrangheta è costretto a vivere con la scorta. C'è la Calabria del Movimento diritti civili, delle campagne umanitarie condotte senza avere mai né chiesto né ottenuto un solo euro di finanziamento. È la Calabria dell'accoglienza a migliaia di migranti che ogni giorno sbarcano sulle coste siciliane e calabresi; e che si appresta a realizzare il cimitero dei migranti per dare degna sepoltura a quanti perdono la vita in mare mentre cercano di arrivare in Italia. Per questo spirito umanitario i due popoli, calabrese e siciliano(non certo le loro classi dirigenti!) meritano il Nobel per la Pace. Franco Corbelli, Presidente del Movimento diritti civili.

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di ERNESTO GALLI DELLA LOGGIA - Certo che c'è un'«altra» Calabria come c'è un'«altra» Sicilia: ed è per l'appunto a entrambe che io stesso mi riferivo scrivendo a un certo punto, nel mio articolo, di «siciliani e calabresi onesti»: da questo punto di vista dunque la protesta del dottor Corbelli non mi pare abbia motivo di essere. Quanto al paragone con altre regioni d'Italia, le quali secondo il mio interlocutore sarebbero più o meno nelle medesime condizioni delle due sunnominate, per favore non scherziamo. La Calabria e lo Sicilia di cui io parlavo — e cioè considerate dal punto di vista dell'efficienza dell'apparato amministrativo e dello sua competenza, della qualità dell'assistenza sanitaria, del buon costume della classe politica, dell'avvedutezza e dello qualità delle spese — questa Calabria e questa Sicilia sono, ribadisco, due «vergogne nazionali». Che non hanno alcun paragone possibile con quanto accade altrove nella Penisola. (fonte Corriere della Sera, 29 luglio 2014)