Direttore: Aldo Varano    

REGGIO. Lettera a Falcomatà sul Circolo nautico di Pellaro. PAOLO SCUDO (Pd)

REGGIO. Lettera a Falcomatà sul Circolo nautico di Pellaro. PAOLO SCUDO (Pd)

(rep)

Il sottoscritto Paolo Scudo, nella qualità di segretario del Circolo PD di Pellaro ed anche come semplice cittadino, con la presente, intende sottoporre alla attenzione della S.V. Ill.ma quanto segue:

Con delibera di Giunta n°184 del 20 giugno 2012 – approvata all’unanimità con la presenza di tutti gli assessori, il Comune ha approvato lo “SCHEMA DI CONVENZIONE PER LA CONCESSIONE IMMOBILE A TITOLO GRATUITO TRA “LEGA NAVALE ITALIANA” SEZIONE DI REGGIO CALABRIA SUD ED IL COMUNE DI REGGIO CALABRIA.

In premessa essa recita che: ”la “Lega Navale Italiana” sezione di RC sud, ha richiesto di utilizzare il predetto immobile con nota del …….”

Mi preme evidenziare come l’immobile in oggetto si trovi in località di alto valore turistico ambientale, in fregio al lungomare di Pellaro e sia stato realizzato dal Comune di RC per dotare la circoscrizione di Pellaro di una struttura da adibire a “Circolo Velico”.

Malgrado, dopo la realizzazione, sia stato abbandonato all’ incuria ed al saccheggio, con danni quantificati ( secondo una perizia che non risulta allegata alla delibera) in 49.672,20 (da notare la precisione del virgola 20) esso rappresenta, comunque, un bene di altissimo valore, sia per la posizione, sia per le caratteristiche, sia per la funzione che originariamente gli era stata assegnata.

Prendiamo atto di quanto si continua a scrivere in delibera sulle intenzioni del Comune e sui meriti della Lega Navale, ma non posso non rilevare che l’ immobile viene concesso sia per “uso sede per fini promozionali a carattere sociale in favore di tutte le categorie ed in particolare ai disagiati,allo sviluppo dell’attività diportistica e sportiva tra residenti e ospiti turisti nonché didattica con il coinvolgimento delle scuole e istituti presenti e tutto quello che rientra nello statuto della L.N.I. che Allegato “D”, in copia forma parte integrante del presente atto” ( art.2 contratto di cessione allegato alla delibera).  

Al di là della forma espressiva, che richiede un impegno interpretativo non semplice, si evince che nessuna particolare attività a favore delle categorie disagiate, della popolazione pellarese, dell’attività diportistica e sportiva tra residenti e ospiti turisti (riporto testualmente) ecc. ecc. viene dettagliatamente specificata, né quantificata e nemmeno lontanamente calendarizzata.

Ne segue che, di fatto, nessuna tutela o salvaguardia per la popolazione viene garantita; al contrario, i cittadini sono privati dell’uso di un bene pubblico!

Ma andiamo oltre: la struttura viene concessa solo per sei anni a fronte di un impegno a farsi carico di spese per 49.672,20.

La domanda che mi sono posto è: a quanto corrisponderebbe se si trattasse di un canone mensile di affitto?   49672,20 : 72 mesi = 689,… Forse andava valutata la congruità dell’ offerta, considerata la sede, le caratteristiche e il valore dell’ immobile!

La perizia cui si fa riferimento, sicuramente per un disguido, non risulta allegata alla delibera, sicuramente Lei, Signor Sindaco, riuscirà ad averne contezza.

Sarebbe interessante sapere se al termine dei lavori di ristrutturazione ( per i quali sicuramente sarà stata data comunicazione all’ Ufficio Urbanistica), sia stata eseguita una perizia attestante i lavori eseguiti e se sia stata fornita documentazione delle spese sostenute. Tutto questo lo segnaliamo a Lei perché riteniamo che possa serenamente valutare.

Ma, una parte che vogliamo anche sottolineare merita, anch’essa, di essere riportata testualmente: “Considerato che non risultano agli atti altre proposte e che è intenzione……….”

In tale frase sembra implicito che a monte della concessione sia stato emesso un bando, un avviso, un qualcosa, che renda pubblica l’intenzione di cedere l’immobile.

Ma così non ci risulta sia stato.

Signor Sindaco,

alla luce di quanto sopra esposto,

Le chiedo

,1°) di attivarsi per procedere alla revoca, in autotutela, della delibera in oggetto in quanto la stessa è stata adottata senza che fosse preceduta da una pubblica manifestazione di volontà per l’affidamento in concessione dell’immobile;

2°) di valutare con gli uffici competenti se l’iter burocratico seguito dalla delibera in oggetto, abbia rispettato le procedure previste da norme e leggi;

3°) di procedere, per fissare una data certa per la restituzione del bene alla collettività che Lei rappresenta, all’adozione immediata di apposita “deliberazione negatoria da parte dell’Amministrazione Comunale” che determini la risoluzione del contratto alla scadenza, come previsto dall’articolo 3 del citato contratto.