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L’ANALISI. Friuli: il crollo del M5s, l’exploit di Salvini, il Pd di Renzi

L’ANALISI. Friuli: il crollo del M5s, l’exploit di Salvini, il Pd di Renzi
dsr Il crollo del M5S in Friuli é cosa assai seria e quello che sembrava un passaggio elettorale tutto sommato innocuo sta mostrando i suoi frutti avvelenati. Dopo un paio di mesi dal voto si può tentare ora un primo vero bilancio.

INNANZITUTTO la batosta dei pentastellati, che portano a casa un misero 7% scendendo dal primo al quarto posto dei partiti più amati dagli italiani, rende chiaro che le troppe giravolte di Di Maio hanno profondamente scontentato il popolo dei 5. Non bisogna essere fini lettori dei fatti della politica per accorgersi che la teoria del "doppio forno" sia apparsa stucchevole e indigesta. Di Maio ed il gruppo dirigente 5S escono pesantemente logorato nella propria credibilità da questo bimestre. Sono apparsi ingenui e arroganti un mix fatale agli occhi degli elettori che hanno mandato in poche settimane un segnale chiaro di insoddisfazione.

SECONDARIAMENTE Il successo straripante del Movimento al Sud ha fatto subito percepire Di Maio agli occhi dell'elettorato del profondo Nord come il leader di una nuova Dc. Un partito della spesa pubblica che intende comprare il consenso a suon di debito pubblico. Da questo punto di vista la frattura é molto più profonda e pericolosa di quanto appaia. Il leader Grillino ha promesso la rivoluzione ma si è ben guardato dal dire o anche solo accennare come intendeva finanziarla. Rispetto a questa posizione gli slogan di Salvini (flat tax in testa) sono apparsi molto più rassicuranti e convincenti.

IN TERZO LUOGO Il Cdx mostra di aver risolto definitivamente o quasi un problema storico che lo affliggeva da oltre un decennio: trovare il successore di Berlusconi. Caduta la designazione da parte del Capo politico le vicende del paese hanno determinato la fine della fase luogotenenziale dentro il Cdx con un Berlusconi a pezzi. Salvini per il prossimo decennio sarà -salvo imprevisti sempre in agguato - il leader del cdx italiano. Un Cdx anomalo. Un'eccezione pericolosa nel panorama europeo. Ma queste sono cose al momento irrilevanti. Salvini, al contrario di Di Maio, ha mostrato in queste settimane cosa vuol dire muoversi nello scacchiere complicato della crisi avendo alle spalle un vero gruppo dirigente, forgiato da quasi un quarto di secolo (1994) di dimestichezza con i piani alti della politica. Non ha sbagliato ad oggi una mossa e le elezioni friulane che hanno consacrato la leadership.

INFINE resta il PD che in Friuli ha perso (ed era scontato) la guida della regione che era stata nelle mani di un'evanescente Serracchiani. Ma non ha perso un voto rispetto al 4 marzo. L'unica linea che il PD ha a disposizione è quella di Renzi. Il resto appare davvero poco credibile e privo di spessore rispetto al giovane leone battuto dalle urne. Il Csx non ha a disposizione alcun altro leader da contrapporre a Di Maio e Salvini e se non vuole dissolversi non potrà cambiare cavallo per molto tempo ancora. L anagrafe aiuta tutti e tre e il tempo in politica, come altrove, non è cosa da poco.