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Report e la connessione. Il porto di Gioia può far nascere un’altra Calabria?

Report e la connessione. Il porto di Gioia può far nascere un’altra Calabria?
gioiaP Non so quanti hanno seguito la trasmissione di Report sulla connessione nel mondo e le potenzialità del porto di Gioia Tauro. Io l’ho fatto. Inizialmente con un po’ di scetticismo. Conosco la capacità del giornalismo di moltiplicare il peso delle informazioni, “sparate” per strappare più successo, lettori e ascolto. Poi, man mano che si snodavano sullo schermo immagini ragionamenti dati e dichiarazioni degli esperti, ho avuto un’emozione intensa.

La Calabria da decine di secoli non ha mai avuto la cosa giusta al momento giusto. Ora abbiamo molte delle cose che ci servono ma nessuna l’abbiamo avuta quando avrebbe fatto la differenza, cioè quando avrebbe potuto innescare un processo per rivoluzionare questa terra consentendole, rispetto alla produzione della ricchezza, di dare un contributo significativo. Report ha spiegato che oggi la cosa giusta al momento giusto in Calabria c’è. E’ il porto di Gioia Tauro. Il punto centrale di un mare da cui passa, già oggi, il 40% di tutte le merci che si producono nel mondo.

Gioia Tauro, dice Report, è il migliore punto d’ingresso possibile di una connessione che avvantaggerebbe la Calabria, l’Italia e l’Europa.

Non per decisione di governi, Regioni, o di un geniale programmatore calabrese. Ma per una decisione irreversibile della geografia. Se Gioia Tauro non fa decollare la connessione che la sua posizione geografica consente non ci sarà un altro sito che lo farà. Più semplicemente vi sarà uno spreco, si perderà ricchezza (una parte) che è possibile produrre. In economia si chiama “rendita di posizione o rendita differenziale”: è il “guadagno aggiuntivo che si ricava da un bene che ha una posizione di particolare vantaggio rispetto al mercato”.

Detto così sembra una (improbabile) favola, perfino se lo fa chi ha sostenuto e scritto che la Calabria può certo un po’ migliorare, ma solo con Gioia Tauro può rovesciare il dato negativo della sua storia cambiandone in modo radicale il futuro. A Report hanno usato un’immagine straordinaria: il mondo può ruotare, il Sud diventa Nord e viceversa. Lavoro, crescita, benessere, civiltà.

Le cose cambiano, rispetto alla favola, se questa idea convince il capo della portualità ligure, se la rilanciano gli esperti ed addetti ai lavori di Rotterdam che pensano a un rafforzamento della capacità connettiva dell’Europa, se la cosa piace, perché ne ricaverebbero vantaggi Napoli e Bari, Palermo, Trieste e Livorno. Insomma l’intero sistema portuale italiano.

Ma di veramente stupefacente c’è che non si tratta di costruire le condizioni perché accada. Le condizioni ci sono già. Il Porto di Gioia è uno dei più moderni del mondo. Ha fondali e spazi che consentono attracco e comodità di manovra alle più grandi navi finora costruite dall’uomo. Ha un retroterra sgombro con spazi enormi, piani e di facile accesso. Rapidamente si può spezzare la condizione di isola della Calabria con una veloce riorganizzazione del collegamento coi treni. L’intero sistema portuale calabrese e meridionale può connettersi, da subito, col resto dell’Europa e del mondo.

Esistono anche le condizioni soggettive perché accada. A Gioia Tauro è stata instituita la Zes, una delle pochissime in Italia. E’ accaduto perché il professore Russo, che a questi temi ha dedicato vita e studi, ha lavorato alla pratica con le sue capacità tecnico-scientifiche e a Bruxelles nessuno ha potuto fare altro che meravigliarsi per la precisione della pratica (che secondo voci che circolano in Calabria Russo avrebbe seguito e scritto assieme ai suoi collaboratori in modo pignolo e senza affidare nulla al caso) e prenderne atto.

Insomma, la Calabria, Russo l’ha spiegato nella bella intervista rilasciata a Pietro Bellantoni sul Corriere della Calabria, è pronta. Ha moltiplicato il valore del regalo della natura con un progetto reale e grandioso. Per gli esperti ripresi da Report a regime verrebbe prodotto un fatturato di straordinaria grandezza. Non in Calabria o nella sola Italia ma nell’intera Europa con vantaggi eccezionali per Gioia punto d’ingresso.

Serve l’ultima spinta del Governo di Roma, serve allacciare il porto ai treni che dovrebbero da subito diventare lunghi almeno 1200 metri per poi allungarsi ancora. E serve una gestione del porto che pensi in questi termini.

Ma soprattutto servono i calabresi. Solo la forza complessiva di ogni singolo calabrese potrà creare questo futuro.

La Regione Calabria deve accollarsi anche questa parte che non può essere delegata solo alla società civile, ai sindacati, alla spontaneità. Serve una consapevolezza diffusa. Sarebbe importante e decisivo, intanto, costruire un orientamento di massa in questa direzione coinvolgendo i beneficiari di questo possibile futuro, i giovani che oggi finita la scuola sono costretti ad andarsene. Pare, anche se Russo a Bellantoni non l’ha rivelato, che a Catanzaro ci stiano già lavorando. Si sta programmando un piano perché il video di Report venga trasmesso in tutte le scuole della Calabria coinvolgendo gli studenti degli ultimi tre anni delle superiori coi quali aprire discussioni e dibattiti sulle sue potenzialità alla presenza di esperti.

Se è così si farebbe un bel passo in avanti. Ma non si aspetti troppo tempo. Lo si sarebbe dovuto fare ieri. Lo si faccia almeno oggi e domani.