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“Per i clandestini è finita la pacchia”. Nella Piana di Gioia tentata strage: uno ammazzato e due feriti

“Per i clandestini è finita la pacchia”. Nella Piana di Gioia tentata strage: uno ammazzato e due feriti
sacko
“Per i clandestini è finita la pacchia”. Aleggiavano ancora nell’aria le minacce del ministro dell’Interno contro i migranti quando nelle campagne di San Calogero, siamo nel cuore della Piana di Gioia Tauro, dove si pratica un lavoro nero alimentato dai neri, qualcuno ha interpretato a modo suo il clima cupo che sta crescendo nel paese e ha dato il via alla caccia a colpi di fucile ammazzando un ragazzo di 29 anni e ferendo suoi due amici. Così imparano.

Ovviamente, sarebbe illogico e perfino ingiusto collegare direttamente l’omicidio di Rosarno e le parole di Salvini, che pure alle spalle ha una tradizione di frasi violente a sfondo razzista come quelle in cui si fa assegnamento sull’Etna e sul Vesuvio per risolvere la questione meridionale. Ma una cosa, certo gravissima, sono le parole in libertà di un capo partito, altra quelle dell’uomo sulle cui spalle ricade la responsabilità di garantire la sicurezza e la tranquillità in un grande paese come l’Italia.

Insomma, possiamo escludere che Salvini abbia inteso dare un mandato al cecchino che ha ucciso Soumali Sacko, 29 anni, ma bisogna riconoscere che se si crea o si contribuisce a creare un clima sbagliato di tensioni e disprezzo contro i migranti arriva poi il criminale, fanatico o imbecille che spara.

Intanto speriamo sia vero quanto sostiene un’agenzia dell’Ansa secondo cui “avrebbero imboccato una pista precisa le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia e condotte dai carabinieri della Compagnia di Tropea per risalire all'autore dell'omicidio”. “Sui possibili sviluppi viene mantenuto uno stretto riserbo ma secondo quanto si è appreso in ambienti vicini alle indagini, queste sarebbero indirizzate verso una pista ben definita.

L’indagine si sta muovendo sul convincimento che i tre ragazzi, andati in un vecchio deposito abbandonato alla ricerca di materiale da poter utilizzare nei propri ignobili accampamenti in cui sono ammassati gli immigrati che lavorano (in grandissima parte in nero e con meccanismi di animalesco sfruttamento) siano stati puniti, fino alla morte, da chi considera quel sito “cosa sua” e, forse, ha immaginato che fosse arrivato il momento giusto per chiudere il conto a fucilate contro i migranti.