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L’INTERVENTO. Il tempo e la durata del governo

L’INTERVENTO. Il tempo e la durata del governo
goveerno Il Pd, il cui futuro è a rischio, rimane con il cerino in mano, la Meloni si è accorta (fuori tempo massimo) di essere stata usata, Berlusconi avverte puzza di bruciato, e medita la vendetta politica, Grasso è spaesato, un tempo "i piccoli contavano qualcosa".

La geografia politica cambia, e cambierà molto nei prossimi mesi. Magari più il là ci saranno le elezioni: auspicate (a parole), temute (nei fatti) da tutti. Salvini incassa, Di Maio accetta perché "un giro di valzer non ha prezzo". Adesso c'è da onorare il contratto, perché "le cambiali elettorali si pagano". Il Nord aspetta, il Sud spera, mentre Conte fa i conti con quel che passa il convento (non molto). L'Italia è laboratorio politico d'Europa, un attimo più avanti, oltre i sentieri rassicuranti, al di là del tutto previsto. Già, l'Europa. Ma quale? La vecchia tranquillizzante o la nuova, che sta dentro i vorrei dei nuovi inquilini del palazzo? Il tempo, solo il tempo ci dirà ma sbaglia di grosso chi crede che i nuovi inquilini di Palazzo Chigi avranno un rapido declino.

Non cambierà presto la fisionomia assunta dalla politica italiana; dureranno le grandi divisioni che ora l’attraversano e dureranno anche i politici emergenti che hanno cavalcato queste divisioni con successo (Angelo Panebianco). Da 30 anni a questa parte e’ stato, infatti, messo in atto un martellante, continuo, lungo, rumoroso momento propagandistico mediatico e financo giudiziario che ha dipinto la politica come un verminaio maleodorante, dove c’era il concentrato di brutture, bassezze, lordure e tutti quelli che ne facevano parte, in un modo o nell’altro, erano corrotti, ladri, etc etc

Volete che questo lavaggio del cervello durato decenni scompaia in un batter d’occhio? Volete che questo concentrato ottenuto da un chiassoso circo che ha ben funzionato vada via solo alle prime prove (che peraltro aspettiamo) del Governo Conte-Salvini-Di Maio? Toglietevelo dalla testa, anche se esistesse in campo – e invece non c’è – la piu’ solida delle opposizioni a questo meccanismo. Questo vulnus è andato in profondità e coinvolge ceti impensabili, professionisti, laureati, acculturati. Tutti affascinati da una fascinosa quanto prevedibile narrazione della situazione italiana.

La verità e’ che ci ritroveremo davanti a fenomeni piu’ o meno lunghi che hanno in ostilità la democrazia liberale per come la conosciamo noi, che teorizzano e mettono addirittura tra le competenze di un dicastero la democrazia diretta superando così i concetti della rappresentanza moderna per come li abbiamo sperimentati, fino a sollevare perplessità in tanti moderati osservatori nazionali e internazionali (e non si tratta di pericolosi estremisti!) sui rapporti, ad esempio, tra la Casaleggio associati ed i parlamentari di 5 Stelle.

Sul resto le sfide di governo sono li’ ad aspettare Conte e ministri e vedremo come se la caveranno con conti pubblici, immigrati, pensioni. Ma – ripetiamo – qualcuno si tolga dalla mente che e’ un fuoco di paglia: i governi possono pure passare, ma l’ondata che li ha generati e’ ancora alta. Assai alta e non si intravedono paratie alte a sufficienza per contrastare la piena.