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La scommessa delle Regioni del Sud

La scommessa delle Regioni del Sud
governatori Al convegno di una settimana fa sul lavoro organizzato dalla Regione Campania a Villa Pignatelli di Napoli, con sei Presidenti delle Regioni del Sud e al termine della quale è stato sottoscritto un importante memorandum finale per il rilancio del lavoro pubblico nel Mezzogiorno, ovviamente la grande stampa ha dato spazio relativo e insufficiente.

Eppure alla fine e’ stato stilato e sottoscritto un documento importante nel quale, dopo aver evidenziato che nei prossimi cinque anni in Italia andranno in pensione circa 450 mila persone, i presidenti delle Regioni del sud auspicano una forte accelerazione dei tempi di reintegro. “Per il Sud - si legge, tra l’altro, nel documento sottoscritto - è una grande occasione per abbassare l'età media dei lavoratori e aumentare il numero dei laureati. Tutti obiettivi che le sei regioni firmatarie del memorandum condividono e che possono perseguire senza costi ulteriori di bilancio pubblico perché tutte le assunzioni verranno effettuate rispettando i vincoli di finanza pubblica vigenti. La Pubblica Amministrazione deve tornare ad essere un pezzo fondamentale del motore dello sviluppo del Mezzogiorno".

Alla luce di queste considerazioni è, dunque, necessario stringere un Patto unitario tra le Regioni del Sud che abbia al centro il lavoro per le migliaia di disoccupati che vivono nel Mezzogiorno. Mai come in questo momento le Regioni meridionali sono chiamate a ritrovarsi intorno ad un progetto unitario e positivo per la crescita di questa grande area che costituisce la proiezione dell'Europa nel Mediterraneo.

Infrastrutture, attività produttive ed energia, turismo, sistemazione idrogeologica e messa in sicurezza sismica del patrimonio edilizio pubblico e privato, servizi a partire dalla sanità, formazione ed istruzione: sono questi i grandi temi di interesse comune per le Regioni del Sud su cui costruire progetti unitari. Il divario tra il centro-nord ed il sud sul piano economico e sociale, delle infrastrutture e dei grandi servizi, delle opportunità di lavoro per i giovani, richiede politiche differenziate finalizzate al superamento del gap esistente. Il Sud non può più accettare di essere risospinto in una deriva assistenzialistica che lo condannerebbe definitivamente alla marginalità, ma deve essere messo nelle condizioni di esprimere pienamente le sue potenzialità.

Per questo è necessario sostenere i segni positivi, sia pure timidamente registrati su alcuni aspetti e semmai rafforzare gli investimenti. Per questo è necessario aprire una fase di protagonismo unitario del Sud. Divise le Regioni del Mezzogiorno sono più deboli. Unite su una proposta positiva, articolata sulle diverse problematiche da affrontare per recuperare i ritardi accumulati in un lungo periodo, le nostre realtà territoriali possono incidere di più ed affrontare con maggiore efficacia problemi storicamente irrisolti.

“Non propongo -ha detto a tal proposito il presidente della Calabria, Mario Oliverio- una linea che contrappone il Sud al Nord. La mia proposta di porre unitariamente il Sud al centro di un confronto positivo con il nuovo Governo Nazionale ed anche con le Istituzioni Europee in vista della nuova politica di coesione che sarà definita in questi mesi, muove dalla convinzione che il Sud è una grande risorsa utile all'Italia e all'Europa e deve essere messo nelle condizione di esprimere appieno tutte le sue potenzialità. Questo è il terreno su cui devono misurarsi le classi dirigenti meridionali e sui risultati devono essere giudicate. Il Sud cresce solo se è unito. Diviso è destinato a prorogare la sua marginalità. La nostra responsabilità, affidataci democraticamente con il voto dalle nostre Comunità, ci impone un impegno comune sui problemi e sulle proposte condivise per la loro soluzione. Un impegno che deve essere prioritario su tutto, a prescindere dalle appartenenze e dalle colorazioni politiche’’.

In Calabria tutto quanto detto a Napoli è già materia dell’attualità politica. Forse ha ragione Antonio Polito (Corriere del Mezzogiorno) che piu’ che un partito del Sud a Napoli è nato un sindacato del Sud ma dopo i disastri compiuti da Renzi sul Mezzogiorno (su tutti basta l’assenza alla Fiera di Bari per andare a vedere la finale di tennis femminile agli Open degli Stati Uniti) da qualche parte bisognava cominciare.