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L’INTERVENTO. Due Governatori, un sindaco e un prete: buone notizie per la sinistra e la Calabria

L’INTERVENTO. Due Governatori, un sindaco e un prete: buone notizie per la sinistra e la Calabria

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Sabato scorso mi sono molto emozionato a Matera nell’ascoltare il monologo del bravissimo attore di teatro civile, Ulderico Pesce, nel rievocare la travagliata e intensa vita, funestata da morte giovane, del poeta e intellettuale Rocco Scotellaro.

Il monologo, affidato nella finzione alla dolorosa voce della mamma, rievocava anche l’episodio di Rocco giovane sindaco di Tricarico. Il più giovane sindaco socialista d’Italia del dopoguerra. Sindaco da lotte contadine. Lo scomodo sindaco dai capelli rossi arrestato l’8 febbraio 1950. Non per resistenza alla forza pubblica ma per il non onorevole reato di concussione. Dei cittadini di Tricarico, sollecitati da politici avversi all’amministrazione, avevano presentato un esposto riferendo di aver ricevuto dal sindaco richieste di denaro per ottenere autorizzazioni di trasporto e di concessioni di sussidi. Impiegati compiacenti avevano creato quel pastrocchio.  Per il giovane sindaco scattarono gli arresti e furono 44 giorni di carcere.

La battaglia legale provò l’insussistenza dei reati e Scotellaro tornò libero. 

Una vicenda molto simile a quella del sindaco di Riace Mimì Lucano. Avversario scomodo azzoppato da un’inchiesta giudiziaria che ha delle analogie con quella di Scotellaro. Con la differenza che ai giorni nostri Lucano è diventato un simbolo e forse anche un leader delle nuova opposizione sociale nazionale.

Mi aspettavo più spazio dai media e dai commenti politici sul fatto che il governatore della Calabria, Mario Oliverio, coerente con il sostegno sempre dato all’esperienza di Riace, abbia invitato il sindaco sospeso alla Cittadella regionale insieme al suo collega della Toscana, Enrico Rossi, che si è accompagnato con il prete del Pistoiese, don Massimo Biancalani, sacerdote avversato dai sovranisti per aver accolto migranti in parrocchia ed essersi permesso di portarli anche in piscina. Un perseguitato anch’egli considerato che subisce blitz dalla polizia e ritiri di patente per creargli problemi.

Quindi nella sbandata sinistra italiana ci sono due governatori, quelli di Calabria e Toscana, uno del Pd e l’altro di Leu, si ritrovano con valori solidali compiendo una scelta politica molto netta che sta dalla parte di un sindaco disobbediente e un sacerdote emulo di Don Milani.

In Calabria 3000 migranti sono ospitati in 130 piccoli comuni. Sono un terzo degli ospiti dei progetti Sprar italiani. Rossi ha dichiarato di guardare con vero interesse all’esperienza di Riace, considerato che anche in Toscana non sono pochi i borghi spopolati che potrebbero trarre beneficio e progettualità da questo tipo di esperienze.

L’agenda vuole che ora Oliverio e Mimì Lucano ricambino visita politica al Palazzo regionale della Toscana. Si rafforza, quindi, quella catena umana  che non vuole essere politicamente orfana dei valori della Sinistra. Che due governatori di Regioni siano con convinzione parte di questa opposizione mi sembra una gran bella notizia. Che, poi, tutto questo nasca in Calabria, ha un suo significato di governo.

Lucano per genius loci il sindaco poeta dei contadini, Lucano per cognome il sindaco calabrese che accoglie i migranti del Sud del Mondo e parla con il cuore. Due presidenti di Regione ne sono ancora compagni. Si chiamano Mario Oliverio ed Enrico Rossi.