L'EDITORIALE. Il viaggio: dal Sud al Nord per parlare all'Italia

L'EDITORIALE. Il viaggio: dal Sud al Nord per parlare all'Italia

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Promuovere una vasta azione di mobilitazione popolare. “Un viaggio dal Sud al Nord” che incontri tramite un percorso itinerante, in vari centri delle regioni meridionali, le popolazioni locali. Lo stanno preparando associazioni e gruppi veri raccogliendo un’idea di Piero Bevilacqua ed il Quotidiano del Sud sarà uno degli elementi centrali dell’operazione verità.

Questo percorso dovrebbe partire da Roma e percorrere le varie regioni del Sud. In successione si dovrebbe organizzare una risalita verso Nord, per toccare alcuni centri settentrionali. Si potrebbe pensare di concludere il viaggio a Milano, nel cuore dell'Italia che si vorrebbe secessionista e in uno dei comuni più antichi d'Italia, con una manifestazione rappresentativa.

Le modalità degli incontri con le popolazioni prevedono la partecipazione dei rappresentanti di tutte le organizzazioni che sottoscrivono il documento. Ma naturalmente un ruolo importante dovranno avere anche i cittadini, le associazioni locali.

Gli incontri dovrebbero avere al centro il tema dell'autonomia differenziata, ma costituire anche occasione per una riflessione politica più larga. E potrebbero muoversi secondo due assi fondamentali, uno di critica e un altro di proposta e di prospettiva. Occorrerebbe innanzitutto ricordare che le stesse richieste per l'autonomia differenziata, a prescindere dai contenuti apertamente secessionisti delle due regioni promotrici, aprono un contenzioso potenzialmente senza fine sulle potestà da assegnare a ciascuna singola regione – che avanzerebbero, a gara, sempre nuove pretese -  logorando lo stato centrale e indebolendo le sue capacità contrattuali con l'UE.

Occorrerà invece denunciare che la redistribuzione delle risorse pubbliche sulla base della cosiddetta “spesa storica” ha danneggiato gravemente, negli ultimi anni, sia le regioni del Sud e sia le zone più deboli del Nord. In virtù di tale criterio è avvenuto, ad esempio, che i centri dotati di zero asili nido, per ritardi o inadempienze, hanno ricevuto dallo stato, ogni anno, zero contributi. Chi ne aveva 100, ne ha incassato invece per cento. Le diseguaglianze storiche sono state cristallizzate, anziché rimosse con un intervento perequativo da parte  del potere pubblico.

   E' il “mondo alla rovescia” dei neoliberisti, commenta sempre Bevilacqua. Chi è più indietro deve essere punito e chi è più avanti premiato. Un cascame della dogmatica competitiva applicata ai territori con conseguenze devastanti. Occorre invece che lo Stato redistribuisca le risorse secondo i bisogni reali delle popolazioni, e non sulla base di presunti meriti o demeriti, con criteri oggettivi e soprattutto perequativi, che sanino disuguaglianze e ingiustizie storiche e garantiscano la piena esigibilità dei diritti civili e sociali fondamentali a tutti i cittadini in ogni territorio.

Il secondo asse riguarda la necessità di rivendicare con forza, dopo anni di teorizzazione neoliberista e di restrizioni da austerità,  il ruolo del potere pubblico come agente investitore. Senza un rinnovato e forte impegno finanziario dello Stato in istruzione, ricerca, sanità, pubblica amministrazione, infrastrutturazione territoriale e ambiente, gli squilibri e le disuguaglianze che lacerano il Paese, e soprattutto il Sud, non saranno superate.

  ‘’Dunque ci assumiamo – conclude il prof calabrese- un compito di informazione e di chiarimento presso le popolazioni e al tempo stesso tentiamo di renderle protagoniste di una azione politica, in cui tornino ad avere voce,   escano  dalla rassegnazione, e possano rivendicare con più energia i propri diritti’’.

  Mi pare proprio una buona idea quella di Bevilacqua.