Nel Sud un effetto economico più devastante per il cVIRUS. E’ necessario tenerne conto

Nel Sud un effetto economico più devastante per il cVIRUS. E’ necessario tenerne conto

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(ReP) Il report diffuso dalla Svimez sugli effetti della crisi del coronavirus sull’economia italiana certifica una situazione pesantissima, dalla quale si potrà uscire solo con uno sforzo comune di tutto il Paese.

Dobbiamo essere consapevoli che il Sud sarà investito in pieno da uno shock economico gravissimo”. Il lockdown costa all’Italia 47 miliardi di euro al mese ma è una misura della quale, in questo momento, non si può fare a meno per la grave crisi sanitaria in atto. Ritengo che l’equilibrio e la prudenza siano imprescindibili per la pianificazione della cosiddetta ‘fase 2’ e della progressiva, quanto lenta, riapertura delle attività produttive. In tal senso, ritengo apprezzabile l’atteggiamento misurato del Governo nazionale.

Il report Svimez evidenzia due aspetti fondamentali: da un lato, l’emergenza sanitaria che ha il suo epicentro nelle regioni del Nord Italia; dall’altro, quella economica, i cui effetti dovranno ancora dispiegarsi pienamente, che si abbatterà in maniera devastante sulla fragilità socio-produttiva del Mezzogiorno.

In Particolare Svimez sottolinea un punto cruciale: il post coronavirus sarà più difficile da affrontare al Sud, che ha subito in maniera più pesante gli effetti della crisi economica a causa della lunga recessione e della successiva stagnazione.

In questi anni, come non abbiamo mai smesso di denunciare, non vi è stata una piena ripresa e il verificarsi della catastrofe mondiale legata al Covid-19 non potrà che aggravare la situazione. Lo conferma la stima della possibile uscita dal mercato, dopo la fine dell’emergenza, di un numero di imprese meridionali di quattro volte superiore a quelle del Nord. Un rischio che, secondo Svimez, riguarderà soprattutto le medie e grandi aziende.

Perciò nell’apprezzare gli sforzi che lo Stato sta compiendo per far fronte alla più grave crisi vissuta nel nostro Paese dal secondo Dopoguerra, ritengo fondamentale che, in campo economico, l’intervento della mano pubblica sia diversificato rispetto alle effettive e specifiche esigenze delle diverse aree dell’Italia.

*vicepresidente del consiglio regionale calabrese