IL CORSIVO. Cvirus, Italia e Germania tra furbizie e ignoranza

IL CORSIVO. Cvirus, Italia e Germania tra furbizie e ignoranza

bond

Infuria, alimentato da ingenui e ignoranti (nel senso che ignorano, che non sanno) ma soprattutto grazie alla regia dei furbi, un argomento che, utilizzando il cVirus, punta a dare una botta all’Europa, a tutta l’Europa e a un suo possibile futuro, e un’altra botta all’Italia democratica che abbiamo conosciuto e vissuto a partire dalla fine della Seconda guerra mondiale e che ha fatto del nostro paese una realtà che ora abbiamo il terrore venga divorata dal Cvirus.

L’Argomento, che ha molto fascino soprattutto su chi ha letto pochi libri, viene così dispiegato: la Germania non è solidale verso l’Italia (alcuni aggiungono anche la Spagna) aggredita dal C-19 e dimentica che proprio in nome della solidarietà i suoi debiti di guerra vennero dimezzati consentendole di rilanciarsi fino a diventare una grande potenza europea.

Sprovveduti e frettolosi pensano immediatamente: “Ma guarda tu, noi gli abbiamo contribuito a dimezzargli i debiti di guerra e quelli non sono per niente riconoscenti, neanche un briciolo di solidarietà...”.

Argomento potente che funziona solo e soltanto se si nasconde che noi non vantavamo alcun credito dopo la Seconda guerra mondiale perché i danni non li avevamo subiti ma li avevamo fatti. Agli altri oltre, e soprattutto a noi stessi. Complici della Germania di cui fummo fedeli e subalterni alleati, nella sfida dell’orrore nazifascista contro il resto del mondo.

Del resto chi pur non avendo studiato la conferenza di Londra ne ha solo leggiucchiato le conclusioni, sa che a rinunciare a parte del pagamento dei danni di guerra furono i tre vincitori occidentali di quel terribile conflitto: America, Inghilterra e Francia che rinunciarono a (parte) di quel che avanzavano dalla Germania. L’Italia e la Spagna c’entrano, quindi, come il cavolo a merenda.

La solidarietà dell’Italia e/o per l’Italia, quindi, ammesso e non concesso che oggi si tratti di solidarietà, non c’entra nulla. Né è rivendicabile (ma anche questo è un argomento fasullo a danno degli interessi attuali del nostro paese) perché in passato la Germania ha ottenuto solidarietà da Usa, Inghilterra e Francia.

E’ vero che l’Italia riconquistò per intero il proprio onore perduto grazie alla ribellione al fascismo e alla Resistenza che contribuirono in modo rilevante alla nostra liberazione. Ma da qui a fare intendere che avanziamo riconoscenza da parte della Germania a cui altri cancellarono parte dei debiti di guerra è argomento che solo furbi in malafede possono avanzare.

Domanda: questo infelice argomento viene proposto solo per ignoranza o nasconde un progetto culturale e politico pericoloso alimentato proprio dalle residue suggestioni che a suo tempo diedero fiato al nazionalismo facendoci precipitare nella trappola terribile sottesa a tutti i nazionalismi dal mondo per cui se il tuo paese viene “prima di tutto” alla fine è necessaria la guerra di tutti contro tutti come ha dimostrato il suicidio dell’Europa attraverso Prima e Seconda guerra mondiale?

E infine, gli di eurobond o come cavolo li si vuole chiamare (pare che ci sia una terribile confusione tra il nome e la cosa), insomma l’emissione di titoli garantiti collettivamente dall’Europa dell’area dell’euro (contro al cui emissione ha votato Salvini) non vengono invocati per solidarietà (una sostanza sconosciuta rispetto ai quattrini tranne nell’ipotesi della carità) ma perché si collocano lungo un progetto di progressivo rafforzamento dell’Europa e puntano a una sua crescita che nel tempo dovrebbe sfociare in una unità sempre più stretta capace di determinare profonde modifiche istituzionali per creare uno spazio unito non solo economica e solidaristico ma di tipo istituzionale, qualcosa che possa essere chiamato Stati Uniti d’Europa. Insomma, l’Italia non deve combattere per strappare solidarietà ma per fare avanzare un progetto antico che ora è stato rilanciato in modo potente e indispensabile dal coronavirus.