REGIONALI/1. Il Pendolo impazzito: chi vincerà lo scontro tra Cdx e Csx?

REGIONALI/1. Il Pendolo impazzito: chi vincerà lo scontro tra Cdx e Csx?

pendolo

UNO. Questo giornale da alcuni anni ha proposto ai propri lettori uno schema per una lettura della dinamica elettorale che ha segnato le vittorie e le sconfitte alle elezioni del Consiglio regionale nell’ultimo quarto di secolo (che si sarebbe concluso con la presidente Santelli se non fosse purtroppo scomparsa). Questo schema interpretativo, che abbiamo chiamato “Il pendolo”, si fonda su due componenti. Una rigida di un dato di fatto incontrovertibile e facilmente verificabile. L’altra più complessa perché include valutazioni politiche, culturali e sociali (quindi opinabili) che servono per illuminare i dati di fatto.

La componente rigida del Pendolo consiste nell’alternarsi della vittoria tra Cdx e Csx alle elezioni regionali nelle ultime 5 legislature. Senza eccezione alcuna e sempre con un vantaggio consistente di chi vince su chi perde. Da Chiaravalloti (Cdx) a Loiero (Csx) a Scopelliti (Cdx) a Oliverio (Csx) a Santelli (Cdx). Per giunta Chiaravalloti subentrò a un predecessore di Csx (Meduri), ma di questo non teniamo conto perché in quel momento si passò a una modifica sostanziale del meccanismo elettorale: dai presidenti eletti dal Consiglio regionale a quelli eletti direttamente dagli elettori chiamati non a caso, ed esagerando, Governatori.

Due considerazioni rapidissime. La prima, il popolo calabrese, da quando il meccanismo elettorale glielo ha concesso, ha quindi sempre votato per il cambiamento, cioè contro la coalizione uscente per cambiare. Secondo, nessuno è (è stato) in grado di condizionare la volontà dei calabresi. Né poteri forti, clientelari, occulti, mafiosi, né aggregazioni di supernotabili; anche se sull’argomento hanno fatto fortuna schiere di chiacchieroni e se l’argomento viene tuttora cavalcato da schiere di avventurieri della politica. I calabresi votano da almeno venti anni sempre e soltanto secondo la propria valutazione bocciando sempre e comunque (e questo è un dato che necessita di una ulteriore spiegazione) chi li ha governati. Non si accontentano di come si esprime il potere. Non si assoggettano ai potenti che controllano da cinque anni le leve del comando. Insomma, si sono sempre espressi sul potere costituito smontandolo, mettendosi contro, facendolo a pezzetti. La spinta calabrese alle Regionali è: cambiare, cambiare, cambiare. Chi governa perde. E’ sempre stato così nell’ultimo quasi quarto di secolo, che in politica è un periodo di lunghezza straordinaria.

Per questo chi scrive non ha avuto dubbi sul fatto che alle ultime Regionali avrebbe vinto il Cdx con la Santelli (peraltro favorito da una candidatura del Csx debole e sbagliata, ma avrebbe vinto comunque) e non aveva dubbi sulla circostanza che se la Santelli avesse gestito l’intero legislatura alle elezioni successive, si fosse candidata o no, avesse governato benissimo o male, il Cdx sarebbe stato sconfitto e avrebbe vinto il Csx. Perché “il Pendolo” della politica calabrese ha una logica ferrea che non conosce eccezioni e o sbandamenti, esattamente come quello di Galileo. La sua legge è precisa: chi governa la Regione viene sconfitto.

DUE. Domanda provocatoria: tutti i Governatori con le rispettive coalizioni di Cdx e/o Csx, le giunte e il rispettivo personale politico degli ultimi 20 anni sono stati incapaci, mediocri, clientelari, dipendenti da poteri lontani dagli interessi dei cittadini, subordinati a logge oscure e/o gruppi di malavita e di ‘ndrangheta, poteri sempre opposti e nemici di un popolo fiero che non si è mai stancato di votare in ogni occasione sempre e soltanto per il cambiamento? Curioso questo popolo! Vota inesorabilmente per mandar via gli incapaci (o mascalzoni) che hanno governato ed è lo stesso popolo che quegli incapaci (o mascalzoni) li ha votati portandoli al potere grazie a una fiera e instancabile spinta al cambiamento.

Ed infatti non è così. La spiegazione per tenere insieme la innegabile spinta dei calabresi al cambiamento che si materializza in una rivoluzione del potere ogni 5 anni e l’immancabile delusione della scelta precedente che li spine e costringe a cambiare cavallo ogni 5 anni ha bisogno di una spiegazione più complessa e di uno sguardo più largo. Bisogna porsi, senza pieghe qualunquiste, ma con coraggio, una domanda sempre timidamente affiorata ma mai posta al centro della discussione e del dibattito calabresi con la necessaria energia: la Regione, lo strumento Regione, è in grado di cambiare la vita quotidiana e le prospettive di futuro dei cittadini calabresi? Oppure è uno strumento che, al di là di come viene gestito, è impotente e incapace a innescare i processi di risanamento necessari alla Calabria, le strategie incisive per la sua crescita e per recuperare prospettive di futuri adeguati al nostro presente storico?

Se si guarda meglio si vede una Regione che, al di là di chi la dirige, è sempre e comunque uno strumento incapace e impotente rispetto alle aspettative legittime dei calabresi e della Calabria. Anche quando un Governatore fa il massimo possibile, quando una Giunta lavora con intelligenza passione e correttezza, resta molto al di sotto delle aspettative (ripeto: quelle legittime) dei calabresi. Quando si arriva la voto i cittadini hanno in maggioranza la sensazione di essere rimasti molto distanti dal soddisfacimento dei propri bisogni e lo segnalano bocciando chi ha governato. Hanno ragione. Votano per gli avversari di chi ha governato che verranno puniti dopo 5 anni. E’ questo che accade con cronometrica precisione. L’alternativa a questo ragionamento è che i calabresi scelgono sempre e comunque il peggio di quello che offre il mercato elettorale.

TRE. La morte di Jole Santelli ha rotto il Pendolo. Il Cdx questa volta non ha fatto in tempo a sputtanarsi di fronte ai calabresi, come è sempre capitato a chi li ha governati. Il Csx si è mondato dalla colpa di aver governato. La partita, dopo quasi un quarto di secolo, si è riaperta. Il Cdx potrebbe vincere nuovamente ma il Csx potrebbe avere già scontato il peccato del governo e batterlo.

Nessuno si faccia illusioni. E nessuno si faccia politicamene imbrogliare. Lo scontro sarà tra Cdx e Csx col contorno di qualche arruffa-seggio. Ma questa volta il risultato non sarà predeterminato dai peccati di chi ha governato o dall’innocenza di chi non ha toccato palla.