Appunti (elettorali/3). La vacuità dei sondaggi e la densità della politica

Appunti (elettorali/3). La vacuità dei sondaggi e la densità della politica
occhiuto bruni Lo scorso 19 giugno Zoomsud ha avvertito: “E’ ancora troppo presto per far previsioni su come andranno a finire le elezioni regionali calabresi”. E ancora: “Da qui il trionfo della confusione che imperversa nel dibattito politico. Dietro c’è la furbizia e l’avventurismo di chi è convinto che la confusione crei spazi e opportunità. Ma questo non è sempre vero”.

Era il tempo in cui, unico e solitario sul palcoscenico della politica calabrese, occupava per intero la scena l’ormai ex sindaco di Napoli, De Magistris, che, essendo solo e senza alcun rivale neanche di seconda mano, appariva come un cavaliere sul cavallo bianco in marcia verso il trionfo. Ora invece i candidati si stanno affollando. Sono già tre e non è detto non aumentino col passare del tempo.

Intanto i primi colpi di scena. L’Uffingpost ha pubblicato un sondaggio (Winpoll) realizzato tra il 30 luglio e il 4 agosto. Il Corriere della Calabria (successivamente) ne ha pubblicato un altro commissionato a Swg e realizzato tra il 20 e il 26 luglio. E’ però capitato che il sondaggio Winpoll realizzato dopo sia stato pubblicato prima di quello Swg per cui si è avuta la sensazione (sbagliata) che Swg abbia capovolto il sondaggio Winpoll mentre è vero il contrario: per quel che vale è infatti teoricamente più affidabile e più fresco, un sondaggio svoltosi tra fine luglio e i primi 4 giorni d’agosto (Winpoll) anziché un’indagine svoltasi all’inizio della terza decade di luglio cioè tra il 20 e 26 luglio (Swg).

I due sondaggi hanno però un elemento in comune: riportano la dialettica politica calabrese tra Cdx e Csx affossando le speranze terze, nel nostro caso quelle di De Magistris dei suoi seguaci e/o di altri eventuali protagonisti. Winpoll fa vincere, sia pure di misura (uno stacco di meno del 2%), la Bruni su Occhiuto. Swg fa vincere Occhiuto con l’enorme distacco di 16 punti sulla Bruni. De Magistris, al di là del gradimento personale, consistente per entrambi i sondaggisti, arriva terzo: infatti il voto dei candidati presidenti (essendo stato abolito il voto disgiunto) coincide con quello della coalizione che si rappresenta. In entrambi i sondaggi De Magistris è terzo dopo Cdx e Csx. Ma tra tutti i candidati presidenti entrano in Consiglio solo due: il primo e il secondo. Insomma, De Magistris, se non ricorre al trucco di candidarsi oltre che come Presidente anche come “semplice” consigliere, resterà fuori dal Consiglio. Ma se dovesse candidarsi anche come “semplice” consigliere rivelerebbe a tutti, e soprattutto ai candidati delle sue liste coi quali entrerebbe in dirtta concorrenza, la sua debolezza col rischio di perdere pezzi e altri voti ancora.

Ma i sondaggi (e vale anche per De Magistris) non sono i voti. La data delle elezioni è ancora lontana e gli orientamenti si possono modificare, anche in profondità. Quindi, non sono escluse sorprese anche tenendo conto che entrambi i sondaggi segnalano, al momento, grandi incertezze e indecisione (a partire dall’astensione).

Il metodo migliore per farsi un’idea (provvisoria), quindi, resta quello tradizionale che si fonda sulla fatica di mettere in fila quel che sta accadendo ragionando su quel che potrebbe accadere in base agli elementi politici che, piaccia o no, peseranno sul risultato finale.

Intanto, e restando vigili su quel che accadrà, si possono mettere in fila alcuni elementi.
Il primo, ricordando il voto comunale reggino che ha dimostrato le difficoltà delle candidature “esplicite” della Lega che sembrano funzionare come handicap quando lo scontro è diretto con candidati di altra estrazione politica e ideale. Il peso del Ff Spirlì, tra gli elettori del Cdx (e soprattutto di FdI) potrà appesantire la corsa di Occhiuto?
Secondo. La performance della Bruni (al momento vincente per poco in uno dei sondaggi e perdente di brutto in un altro) è il segno di un suo potenziale spazio di crescita nonostante le difficoltà del Pd (e quindi segnala una tendenza a ulteriore crescita) o fin qui si sta soltanto avvantaggiando del voto tradizionale di Pd e Csx?
Terzo. I 5s, da quando esistono di fatto non hanno mai partecipato con impegno al voto regionale. Questa volta avranno un atteggiamento diverso, e un peso sia pure lontano da quello del voto politico ma in ogni caso significativo? Non è ancora chiaro.
Quarto. Nel Cdx c’è una gara in cui tutti tranquillizzano tutti sull’assenza di conflitti. Ma Fdi, al di là della volontà dei suoi massimi dirigenti, ingoierà il possibile successo della Lega in Calabria? I sondaggi danno la Lega molto sotto dall’ultimo voto politico. C’è poco da fare la Lega troverà per decenni ancora difficoltà a imporsi largamente tra gli elettori meridionali bombardati con insulti feroci per decenni. Potrebbe uscire da questa difficoltà la Lega se si opponesse con reale energia a qualsiasi forma di federalismo differenziato o facendo una seria battaglia per sostituire la “spesa storica” con quella necessaria per appianare diversità e difficoltà dei territori. Ma in questo caso avrebbe una caduta verticale nel Nord.
Quinto. Man mano che diventerà sempre più chiaro che il voto per De Magistris sarà inutile (inutile rispetto al risultato, non come scelta) parte degli elettori al momento orientati verso quella aggregazione saranno spinti a scegliere tra un voto che aiuta il Csx o il Cdx e si sposteranno secondo i propri orientamenti verso una delle due coalizioni. Un possibile fenomeno che potrebbe avere un peso rilevante sul risultato finale.

Insomma, è ancora presto per capire su cosa e come si giocherà lo scontro finale tra Cdx e Csx.