REGGIO. Elezioni comunali e centro sinistra: ma questa volta serve una strategia per vincere

REGGIO. Elezioni comunali e centro sinistra: ma questa volta serve una strategia per vincere

Canale      di MASSIMO CANALE - (riceviamo e pubblichiamo) Intervengo nell’intento di offrire alcuni spunti di riflessione collettiva intorno al tema delle prossime elezioni comunali e delle scelte strategiche che il centrosinistra dovrà compiere.

Il dibattito che nelle ultime settimane è stato avviato rischia, dal mio punto di vista, di fare perdere di vista i veri obiettivi che il csx dovrebbe perseguire per far rinascere Reggio dopo il nefasto decennio scopellitiano. Le numerose e autorevoli opinioni manifestate in questi giorni da commentatori e protagonisti

politici scontano il vizio di origine di una visione strutturalmente limitata ad un ristretto ambito politico, destinata quindi a condurre il centrosinistra dritto dritto verso la prossima sconfitta elettorale.

Mi riferisco al gravissimo errore di coloro che ritengono centrale la scelta del candidato alla carica di Sindaco azzardando previsioni, indiscrezioni e richiesta di consultazioni primarie: per molti il toto-candidato costituisce, di per sé, argomento di analisi politica.

In pochi, anzi quasi nessuno, sembrano preoccuparsi del fatto che prima ancora della scelta del candidato, sia indispensabile definire in primis la coalizione che dovrebbe sostenerlo e, in secondo luogo un progetto di governo della Città con particolare riferimento al tema della Città metropolitana. In questo schema, la scelta del candidato si colloca solo a valle di queste due fondamentali scelte strategiche e programmatiche.

  1. 1.      Se partiamo dal dato elettorale del 2011, i numeri ci dicono che quand’anche il centrosinistra (in senso ampio) riuscisse a presentarsi tutto unito rispetto alle ultime comunali la percentuale di consenso elettorale delle sue liste non si staccherebbe significativamente rispetto ad un complessivo, e roseo, 30% (18% csx, 8% Polo civico, 3% altre liste). A ciò si deve aggiungere la percentuale certamente significativa che registrerà il M5S, non presente alle ultime elezioni comunali, che senza dubbio inciderà sulle percentuali di entrambi gli schieramenti tradizionali.

Per tale ragione reputo di fondamentale importanza l’iniziativa del neo segretario del Partito democratico Sebi Romeo che dopo anni ha finalmente riunito il centrosinistra reggino avviando le prime interpartitiche, ma ciò non basta ancora.

Rifuggendo da sterili e aprioristiche preclusioni, dobbiamo avere argomenti per coinvolgere in un progetto di  futuro per la nostra Città tutti coloro che in questi anni sono stati assenti o hanno, in buona fede, creduto in un modello sbagliato che ha dimostrato la sua vacuità.

Professionisti, imprese, categorie produttive, sindacato e clubs service possono, anzi, debbono essere i veri protagonisti della rinascita di Reggio: in loro dovremo infondere il senso di un impegno morale e civico capace di fare uscire la Città dalle secche. Insieme a loro dovremo prima sognare e successivamente programmare la Città di domani partendo dalle cose più semplici e apparentemente scontate: legalità, trasparenza, pari opportunità come pilastri assoluti di una comune azione di governo cittadino.

Sono certo che a queste condizioni in tanti accetterebbero la sfida.

Al contrario, se il centrosinistra si porrà rispetto alla Città in termini di autoreferenzialità immaginando di proporre schemi e percorsi già stabiliti a monte e chiedendo sostegno a un progetto pensato nel chiuso delle segreterie politiche ritengo che saremo destinati ancora una volta a soccombere rispetto a un modello fallimentare che per quanto acciaccato da vicende giudiziarie e amministrative spiega ancora il suo fascino (e il suo potere).

  1. 2.                  Questo “patto civico” tra la politica e la gente di Reggio non potrà prescindere da una seria riflessione sul tema della Città metropolitana, destinato a diventare, (presto o tardi) il centro di un’azione di governo di area vasta, ben oltre i tradizionali confini di Bocale II e Spontone di Catona.

Andrà ri-pensata l’idea stessa di territorio, sfatando prima di tutto alcuni luoghi comuni, primo tra tutti quello secondo cui Reggio assumerebbe un ruolo centrale rispetto ai territori dell’Area metropolitana penalizzando e svilendo funzioni e ruoli delle numerose amministrazioni locali coinvolte. Al contrario, la compiuta realizzazione della Città metropolitana impone la definitiva emancipazione e lo sviluppo delle comunità limitrofe a quella di Reggio.

In questo contesto diventa indispensabile immaginare percorsi in grado di esaltare le peculiarità della nostra Provincia, rafforzando la coesione sociale e istituzionale di tutte le amministrazioni coinvolte anche attraverso i nuovi organismi di governance, Consiglio metropolitano e Conferenza metropolitana, in cui debbono trovare voce e ruolo le diverse realtà che compongono l’Area Metropolitana di riferimento.

Una coalizione, un partito e in ultima analisi un candidato che aspiri a interpretare compiutamente questi nuovi scenari non potrà non avviare un percorso di coinvolgimento e sintesi rispetto a tutte le realtà territoriali dell’aera dello Stretto.

Per tale ragione diventa necessario “pensare” al futuro di Reggio (e, quindi, alle prossime elezioni comunali) in un’ottica ampia, rifuggendo dalla tentazione di ridurre tutto a una questione strettamente cittadina o, peggio ancora, di semplici nomi che per quanto autorevoli appaiono del tutto insufficienti.