Se la politica cattiva soffoca quella buona

Se la politica cattiva soffoca quella buona

Mario Schifano      di VALENTINO SCORDINO* – Non potranno mentire in eterno./ Dovranno pur rispondere,/ prima/ o poi, /alla ragione con la ragione,/ alle idee con le idee,/ al sentimento col sentimento./ E allora taceranno:/ il loro castello di ricatti,/ di violenze,/ di menzogne/ crollerà. (PP Pasolini)

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Sul dibattito politico nella nostra città constato che s’accendono “fervori” e tensioni solo per le scadenze elettorali. Importante, certo, ma sempre politica con lettera minuscola: tecnica per ottenere potere e gestirlo.

E la “Politica” con la lettera maiuscola? E il confronto sul Progetto città, le politiche sociali e culturali, l’uso delle risorse, del territorio, della scuola? Perché nella nostra città donne e uomini di cultura, gli intellettuali non partecipano alla vita politica e si tengono lontani dal dibattito? Credo accada perché quando ogni singola azione politica non risulta edificata su un grande progetto vince l’ordinaria amministrazione (e per questo è sufficiente anche una Terna commissariale...).

Sono educatore per vocazione e professione e con l’impegno dei miei studenti, sono stati progettati e realizzati laboratori di politica e di cittadinanza, nel tempo libero e GRATUITAMENTE. Anche perché risorse per la formazione non ce ne sono mai. I ragazzi hanno dato vita ad un’associazione, RICERCA ALTERNATIVA, con l’obiettivo di diventare protagonisti del loro territorio, piccoli centri pedeaspromontani, nella Piana di Gioia Tauro. Lo hanno fatto nell’unico modo possibile: rendendo protagonista il territorio. Abbiamo attirato l'attenzione del Venerdì di Repubblica e di Rai Radio 1 che ha realizzato una diretta dall'Istituto Superiore di Oppido Mamertina.

La scoperta della Politica (P maiuscola) ha provocato entusiasmo e passione: una rivelazione che ha innescato cambiamento. Prima avevano associato la politica al vuoto rappresentato dai nostri burocrati. E ne avevano giustamente nausea. Quando hanno compreso la portata del loro ruolo di cittadini, le loro responsabilità, sono affiorati energie, curiosità, interessi, impegni.

Le più consistenti difficoltà non sono rappresentate dalla ndrangheta o dai personaggi balordi e indifferenti presenti sul territorio. Da loro te lo aspetti. L’ostacolo sono le istituzioni incompetenti e incapaci di riconoscere e valorizzare l'unico vero patrimonio di idee, risorse, capacità costituito da uno straordinario mondo giovanile. Quali sono gli spazi per fare politica per un diciottenne? Noi adulti, siamo gravemente responsabili e sarà difficile farsi perdonare per averli sottovalutati, snobbati, delusi. Quale società gli abbiamo proposto? Quali opportunità gli abbiamo offerto? Con quale competenza e con quale passione ci siamo dedicati nel guidarli alla comprensione del mondo?

Qualche giorno fa Ilvo Diamanti ha commentato su Repubblica l'indagine Demos sul rapporto tra cittadini e stato. Ho trovato molte conferme su quanto scrivo. L'apparente clima antipolitico italiano è connesso al vuoto della politica italiana, della sua incapacità di interpretare la realtà, di promuovere cambiamento. E, paradossalmente, si mostra come la prova inequivocabile dell’enorme desiderio di Politica, proprio come nel caso dei miei studenti. Come si può definire “antipolitica” il desiderio di partecipare che emerge dalle varie manifestazioni, dai social network? Nella nostra città i più significativi avvenimenti di partecipazione popolare sono stati quelli a sostegno del Museo dello strumento musicale e dall'assemblea cittadina ottenuta a fatica dal Movimento Reggio Non Tace. Ci siamo interrogati sul significato di queste esperienze? I partiti sono sempre più incapaci di interpretare le esigenze della gente. Il potere viene percepito sempre più distante dalla realtà quotidiana. Occorre ricercare nuove forme di partecipazione. Gli ordinari centri di potere, specie quelli locali, sono sempre più delegittimati. Ha ragione Diamanti: “I nemici della democrazia rappresentativa non sono coloro che la osteggiano apertamente ma, anzitutto, coloro che la tradiscono. Perché la rappresentano in modo irresponsabile. Senza efficienza e senza passione. Senza dignità”.

Torno ai miei studenti e aa nostro progetto per ridare spazio alla Politica. Tra l'altro, forum tematici permanenti che saranno occasione di studio con l’individuazione di proposte e soluzioni. Ma i diversi forum su lavoro, economia, risorse, beni comuni, cultura, servizi sociali... dovranno essere ascoltati. Un po' come avrebbe dovuto essere per le consulte previste dal nostro statuto comunale. Il commissariamento del Comune di Reggio e il rinvio delle elezioni avrebbe potuto essere un'occasione per ripartire da un progetto culturale e da nuove forme di partecipazione popolare. I partiti, come al solito, contano di seguire le vecchie prassi elettorali che risultano anche offensive. Con amarezza devo constatare che Reggio ha sprecato questa opportunità.

Ma guai a disperarsi perché il problema vero, ci hanno insegnato i nostri maestri, è sempre quello di ricostruire.

*docente di filosofia, attivista nella cooperazione internazionale