CATANZARO. Il degrado c’è, ma esistono energie civiche capaci di ridare il respiro alla città

CATANZARO. Il degrado c’è, ma esistono energie civiche capaci di ridare il respiro alla città

cz     di GIANCARLO PITTELLI* - Le cronache di questi ultimi giorni ci hanno consegnato la rappresentazione concreta di un complessivo decadimento. Si tratta di accadimenti che danno la sensazione della desolazione e dello squallore, di una città dalle nobili tradizioni piegata ad interessi poco commendevoli, oggetto di spartizioni volgari e becere. Et de hoc satis! Non mi appassionano né la previsione dei futuri scenari investigativi né la funzione moralistica e censoria.

Guardiamo oltre!

Le cause del disastro sono note a tutti, anche a coloro che esprimevano, da anni, il loro rassegnato disagio nel contesto di conversazioni private. I catanzaresi devono ora prendere atto di una condizione di degrado, di progressiva perdita di autorevolezza della città, dell'inadeguatezza, sotto molteplici profili, della classe dirigente.

Non esistono zone franche, come ho ripetuto pubblicamente più volte, la mia non è una pronuncia autoassolutoria. La questione che rileva oggi è rappresentata dalla necessità che la cittadinanza si interroghi sul proprio futuro. E ciò in tutti i sensi. Catanzaro difetta di un disegno, di un progetto complessivo, di una destinazione precisa e condivisa. Catanzaro oggi, più che mai, ha necessità di individuare il percorso che intende compiere affinché non sparisca nell'assoluto anonimato.

Non serve piangere sulle cause, occorre riflettere sulle soluzioni. Ed allora, prendiamo atto della situazione. Bisogna risanare lo sfregio al senso civico della città con la consapevolezza che è ancora possibile farlo se vi sarà un’assunzione di responsabilità collettiva e dei singoli. Uomini e donne, ambienti, culture, sensibilità che negli ultimi vent'anni hanno preferito vivere ai margini consentendo l'avvento di una nuova ed "inquietante" classe dirigente, priva di spessore culturale, di esperienza, di spirito di servizio e di vero amore per la città, debbono reagire.

Penso soprattutto al ceto medio catanzarese che, fin dal dopoguerra ha contribuito alla ricostruzione e poi alla crescita culturale, economica e sociale della città Capoluogo di regione! Mi rivolgo a quella " middle class" che ovunque dedica parte del suo tempo a servire la propria comunità senza perseguire interessi personali e senza coinvolgimenti affaristici.

Catanzaro è stata progressivamente spogliata del senso civico che ha espresso nei suoi tempi alti orientati verso l’inclusività, la solidarietà, l'accoglienza che hanno fatto crescere tutti ed hanno consentito promozioni e mobilità sociale ampia fondati sul merito e la capacità. Siamo una città di persone perbene, di straordinari professionisti, di gente laboriosa, di faticatori veri. Esistono le energie vitali per cancellare questo presente storico che crea disagio e imbarazzo. C'è bisogno dei cittadini, di tutti i cittadini che hanno a cuore le sorti della loro vita futura e che avvertono la dignità del passato.

A Catanzaro siamo molti ad avere avuto molto dalla città e dalla nostra comunità. E’ necessario che ognuno di noi, con molta umiltà, dia una mano allo sforzo per ridare spazio alle energie limpide in grado di fare riemergere il senso civico così gravemente offuscato.

*già parlamentare della Repubblica