L'ANALISI. La strategia di Alfano e il destino di Scopelliti

L'ANALISI. La strategia di Alfano e il destino di Scopelliti

AeS       di ALDO VARANO - UNO. Nel cdx è in atto una rissa che fa impallidire l’antica sapienza alla zuffa nel csx. Ha innescato lo scontro il congresso del Ncd di Alfano che ha annunciato l’adesione di Paolo Bonaiuti, l’ex fidatissimo di B, e di alcuni senatori di Fi, i segni di un crescente sfilacciamento di Fi (ex) e del si salvi chi può scattato nel cdx.

Per Toti (coordinatore Fi) quelli del Ncd sono una compagnia da “Scherzi a parte”. Cicchito l’ha educatamente invitato ad andare a zappare. La Polverini ha definito il Ncd un partito di “voltagabbana”. Per la Meloni (Fratelli d’Italia) Ncd e Fi sono la stessa cosa: non c’entrano nulla col Cdx che è solo lei. Storace (La Destra) farà votare Fi: tutti gli altri s’illudono di poter lucrare il 4% per entrare nel parlamento europeo.

In questo quadro, il congresso ha deciso la candidatura alle europee di Lupi. L’agenzia Agi, tra le meglio informate del paese, aggiunge: “Non ci sarebbe invece fra i candidati l'ex governatore della Lombardia, Roberto Formigoni. Quanto al presidente della Calabria, Giuseppe Scopelliti che potrebbe, come ha già annunciato, dimettersi in vista della prossima tornata elettorale (e lo farebbe già nei primi giorni della prossima settimana, portando allo scioglimento del Consiglio regionale, in cui siedono 12 rappresentanti Ncd, e alle elezioni della regione entro 90 giorni), non e' ancora detto se correrà per l'Europa”. Il congresso ha deciso una unificazione di fatto con l’Udc di Casini: liste comuni per l’Europa, gruppo unico al senato e alla Camera. Sarebbe il primo passo per la riorganizzazione del cdx e del moderatismo italiani.

DUE. Per Scopelliti quelle in arrivo da Roma non sono buone notizie. I tentennamenti sulla sua candidatura europea sono per lui il segno di difficoltà crescenti. Un continuo rinvio che, al di là di come andrà a finire, lo sta già ora indebolendo e convince tutti, a partire dai suoi sostenitori (zoomsud aveva già proposto un’analisi in questa direzione) che il Governatore (ex) da risorsa per il Ncd s’è trasformato in problema. E' chiaro che quando Alfano, Lupi e tutti gli altri dicono che è Scopelliti che deve scegliere se candiarsi alle europee o no, in realtà gli chiedono di scegliere di restar fuori e non creare imbarazzo a nessuno. Se non fosse così perché altro, Scopelliti libero da ogni altra cosa, non gli dovrebberodire: candidati perchè il Ncd ha bisogno di te?

Scopelliti, giudicando dalle sue ultime mosse, ne ha lucida consapevolezza. La botta della condanna potrebbe inchiodarlo fuori squadra per sempre relegandolo a una progressiva marginalità. Può vantarsi che non lo ha sconfitto la politica ma un un giudice. Ma il risultato non cambia.

Le condizioni per tentare la ripresa (non per riprendersi, ma per tentarci), qui e ora, sono tre:

  1. Deve essere candidato alle europee;
  2. deve essere il capolista del Sud;
  3. deve essere eletto.

Sono tre condizioni che si tengono l’un con l’altra. Non sarà facile realizzarle in blocco.

Intanto, c’è un punto molto trascurato fin qui. Quali sono i patti presi con l’Ucd? La nuova aggregazione Alfano-Casini gioca la partita sul moderatismo, l’assenza di radicalismi e populismi. Già questo crea una difficoltà alla candidatura di Scopelliti che potrebbe venire usata in chiave antistituzionale, né le dichiarazioni sulla “sentenza politica” hanno aiutato. L’Italia moderata tollera le critiche alle sentenze, ma non l’accusa che i giudici abbiano agito per calcolo politico.

Berlusconismo e populismo sono acido per lo stomaco del nuovo tandem Alfano-Casini. Scopelliti l’ha capito. A piazza Duomo è apparso, rispetto alla sua marca, una colomba. In televisione s’è vantato che solo dal Ncd arrivano passi indietro con dimissioni: un modo per sottolineare la cultura moderata. Ma la De Girolamo e Gentile sono dentro il parlamento, lui potrebbe essere destinato a restar fuori campo. Certo, dirà poi di averlo scelto. Ma chi gli crederà? Soprattutto: fuori dai centri di potere quali garanzie potrà dare ai suoi seguaci?

Ma manca ancora la specificità calabrese. Chiapetta è disponibile a ritirarsi da candidato se entra Scopelliti? Ma Trematerra? Il suo silnazio significa che Trematerra padre sarà candidato. Due seggi per la piccola Calabria nell’ancor piccola aggregazione sono un po’ troppi. Difficile che Casini non abbia chiesto garanzie per Trematerra, difficile che Alfano e Quagliarello non gliele abbiano concesse anche perché non si deve scegliere tra due ma tra un candidato con pesante condanna e un uscente che condannato non è.

Roma (tutti i partiti nessuno escluso) giocano la Calabria per farsi propaganda altrove. La Calabria da questione sociale viene trasformata in questione criminale. Pagheremo, ma ora non di questo si discute qui. Nessuno (tranne i politici locali) vuol diventare più forte in Calabria. Ci si vuol potere vantare in Emilia, in Lombardia o in Trentino e poter dire lì e nel resto d’Italia: avete visto con quale nettezza stiamo intervenendo? Ncd e Udc ci vogliono pensare prima di dare un segno contro questo teorema con la candidatura Scopelliti.

L’ex sindaco di Reggio, d’altra parte, non ha più politicamente dove andare. Fare buon viso a quello che accadrà è per lui inevitabile e necessario. Ogni altra scelta sarebbe un suicidio politico. Deve osannare il Ncd che forse lo accantonerà.

C’è questo dramma dietro il gioco dei rinvii delle dimissioni. Si consumerà per altre 72 ore. Poi, mercoledì, Scopelliti sarà dentro o fuori le liste europee. Nessuno sa veramente come si concluderà il braccio di ferro. A partire da quel momento le mosse saranno tutte obbligate, come in un geometrico finale in cui il destino del Re che finirà sotto scacco matto è segnato. E comincerà un’altra partita.