SCOPELLITI a REPUBBLICA. Obiettivo, QUOTA 90. Sarò assolto e ho un sogno...

SCOPELLITI a REPUBBLICA. Obiettivo, QUOTA 90. Sarò assolto e ho un sogno...

P90        NOSTRO SERVIZIO - Scopelliti a tutto campo in un’intervista a Repubblica, uno dei salotti buoni dell’editoria italiana, firmata da Concetto Vecchio. Il testo è breve ma le domande sono quelle giuste e le risposte tagliate sui punti essenziali.

Vecchio, impietoso, ricorda al Governatore che si candida perché gli serve un paracadute, ma Scopelliti nega con una botta di fierezza “questa è una logica da nominati e io vengo dalla militanza» e spiega di essere sceso in campo «Per dare un contributo al Sud, alla mia Calabria, in questa bellissima esperienza che si chiama Europa”. E la fa lui una domanda: non al giornalista ma ai calabresi.

Scandisce: “E ai cittadini chiedo: dopo quello che è successo avete ancora fiducia in Peppe Scopelliti?» e dopo la domanda si risponde: “Posso dare ancora tanto: soprattutto continuità alla mia storia. Servono 80-90mila voti, sono ottimista».

Insomma, Scopelliti punta a una rilegittimazione dal voto, una specie di immersione nelle sacre acque del consenso elettorale, un referendum su se stesso nel tentativo di cancellare l’immagine che gli ha cucito addosso la sentenza. E proprio sui sei anni chiosa: «Si esaurirà tutto, mi creda, e positivamente, felicemente...», anche perché aggiunge «Non c'è una dichiarazione, un'intercettazione, che possa provare il dolo» e del resto «La legge Severino è incostituzionale, i colleghi legislatori dovrebbero essere più prudenti. Ora ci sono 8106 sindaci che tremano quando approvano il bilancio».

Scopelliti garantisce che è stato il Ncd a proporgli di candidarsi e smentisce che dentro il suo partito ci sia imbarazzo. Del resto, suggerisce in modo indiretto, io sono un pezzo importante del Ncd e, quasi in un distratto inciso, butta lì le sue credenziali sul patrimonio calabrese da lui portato ad Alfano: «Siamo passati nel Ncd in 16 tra consiglieri e assessori regionali, più 5 senatori, 2 deputati».

Vecchio gli ricorda però che il Ncd l’ha “nascosto al settimo posto”. E’ la parte più difficile per l’ex sindaco di Reggio. Giura che lui aveva chiesto l’ordine alfabetico che gli avrebbe assegnato il 16 anziché il 7. Un messaggio subliminale per accreditare l’ipotesi che l’abbiano in realtà messo 9 posti più avanti di quanto gli toccasse che però mette in ombra che l’ordine alfabetico è saltato a favore dell’importanze del peso politico e, in questa graduatoria, Scopelliti invece di essere il numero 1 o 2 è finito al posto 7, dopo il calabrese Trematerra e un bel po’ di altri personaggi.

Scopelliti si rende conto che la pezza è debole e spiega che “Il problema è stato Cesa: «All'ultimo l'hanno inserito al Sud, eravamo due candidature forti. Nasce tutto da lì, da una rivalità, ma c'è spazio per tutti», butta acqua sul fuoco.

Poi la solita parte ingarbugliata sulle dimissioni che per la verità non aiuta a illuminare le scadenze politiche della Calabria. Unico punto chiaro (questo giornale l’ha già scritto una decina di giorni fa) è che per la regione si voterà in autunno. «Si voterà a novembre. Ero contrario al voto a giugno», spiega il Governatore. Difficile da qui ricostruire se si dimetterà o verrà sospeso. Se Alfano, dopo aver fatto la fatica di candidarlo, si assoggetterà a firmare il decreto che lo sospende.

E infine la rivelazione di un sogno: «Il mio sogno era passare alla storia per le cose fatte. Passare alla storia non è facile in una terra difficile come la Calabria». E su questo, francamente, è difficile avere dei dubbi.

*La versione integrale dell’intervista si trova a pag 12 di Repubblica del 18 aprile.