Direttore: Aldo Varano    

IL COMMENTO. Falcomatà e il senso di una vittoria. VARANO

IL COMMENTO. Falcomatà e il senso di una vittoria. VARANO

rttr     di ALDO VARANO - Falcomatà stravince. Spinto da un vento impetuoso che ha stracciato perfino le previsioni più

ottimiste dei suoi sostenitori. Prende più del doppio del suo maggiore avversario, Lucio Dattola, e cancella tutti gli altri consentendogli di raggranellare solo percentuali tanto basse da essere imbarazzanti. Il successo personale del nuovo sindaco. Con oltre 60 punti, batte in modo netto perfino il successo del suo predecessore Demetrio Arena che si fermò al 56,27 pur avendo dalla sua parte sponsor che avevano il controllo militare di tutti i centri di potere della città e della Regione.

Questo per il giovanissimo sindaco è il momento del successo e della festa in cui si sente coinvolta prima di tutto la parte della città che lo ha sostenuto e quanti lo hanno votato con la furia e la disperazione di chi avverte o spera di avere un’ultima possibilità per uscire dal disastro e vi si aggrappa. Un successo in politica è sempre un valore aggiunto. Smuove e convince anche chi non ha partecipato a realizzarlo ma deve essere ricompreso in un progetto che faccia riemergere tutte le energie cittadine dallo scetticismo di chi s’è convinto che ormai non ci sia più alcuna speranza ed è quindi rimasto a casa.

Tra le primissime dichiarazioni di Falcomatà sembra esserci questa consapevolezza. Dice di avere vinto grazie “al popolo e ai cittadini liberi” sottolineando, quindi, la circostanza di non avere lacci e lacciuoli che possano intralciare la sua opera. E dice soprattutto: “domani ci rimetteremo al lavoro per Reggio”. Una sottolineatura sull’urgenza con cui bisogna intervenire. Anche i riferimenti alla sua età giovane sembrano essere un incoraggiamento e una spinta ai cittadini a crederci. Il messaggio è evidente e determinato: non abbiamo impedimenti e siamo in possesso delle (giovani) energie necessarie per riuscire a farcela.

Sembra scorretto e da guastafeste scriverlo proprio ora. Ma fin qui lo sforzo straordinario di rovesciare e capovolgere i vecchi e consolidati rapporti di forza della città, per quanto faticoso e duro, è stato la parte (relativamente) meno difficile di quel che serve. Lo abbiamo scritto soltanto 48 ore fa: il sindaco di questa città avrà il compito di spostare le montagne. Ha costruito con intelligenza e lungimiranza le condizioni per avere il diritto di farlo. Ora deve cominciare subito in una città che eredita stremata come lo sono le città che escono dalla guerra e sono un grumo di macerie, dolori, e spaccature. Ma anche piene di speranza.