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CALABRIA. Il silenzio e il voto nell’era di facebook e twitter. ACQUARO

CALABRIA. Il silenzio e il voto nell’era di facebook e twitter. ACQUARO

slz      di MASSIMO ACQUARO - Il silenzio elettorale. Regola tutta italica, o quasi. L’idea,

per carità, sarebbe anche giusta. L’elettore sia lasciato in pace, lo si lasci ragionare con calma. Decida a mente fredda per quale lista e per quali uomini votare.

Ha un senso nel 2014? Con la tv, i giornali, internet, i social, e tutte il trambusto che accompagna le nostre vite da mattina a sera, l’idea stessa che nelle ultime 24 ore cali il silenzio di colui che medita, come nella statua di Rodin, è davvero una sciocchezza. O forse no?

O forse davvero si può godere di queste ore per ricapitolare le proprie idee, i propri convincimenti, anche i propri tornaconto, non c’è nulla di male. Se davvero ciascuno votasse pensando alla propria famiglia, ai propri figli, alla propria casa, non sarebbe la fine del mondo. Potrebbe valutare le promesse elettorali in modo concreto, preciso, affidabile. A condizione, ovviamente, che non si tratti di aspettare favori, assunzioni, incarichi e compagnia cantando, perché questa non sarebbe una campagna elettorale, ma un mercato per giunta illegale.

In queste poche ore rimaste i calabresi sono chiamati a dare risposte “alte”: cosa e soprattutto chi serve alla Calabria? per fare cosa? e quando? e come? Non è detto che le centinaia di candidati ai 30 posti in palio lo sappiano anche loro esattamente. I prossimi consiglieri dovrebbero percepire uno stipendio parametrato all’indennità del sindaco di Catanzaro: meno di 4 mila euro al mese per quanto se ne sa. Non è poco, ma c’è qualcuno che non pagherà neanche le spese della campagna elettorale con le indennità di qualche anno da consigliere.

Poi ci saranno i 6, solo 6, assessori, trattati economicamente un po’ meglio (forse). Tutti chiamati a portare la Calabria fuori dal pantano in cui, anche per sua colpa (forse soprattutto) si è ficcata in questi anni.

Un bel silenzio, quindi, attende i calabresi prima che le urne si aprano. Dovranno sapere che l’epoca dei consiglieri-onorevoli è finita (si sa l’indennità dava prestigio); che ci è abituato a campare con poco non avrà grandi problemi sugli scranni di palazzo Campanella; chi pensa al lusso ed agli onori ha propositi poco sani o forse è semplicemente un millantatore; che amministrare la Calabria sarà lacrime e sangue e non darà molto consenso; che questi cinque anni saranno non l’ultima spiaggia (su quella c’eravamo qualche anno fa), ma l’ultima scialuppa in cui far salire i calabresi per bene, una specie di Arca di Noè cui affidare il meglio di questa terra. Per gli altri non ci sarà molto spazio, almeno che non rubino, minaccino, uccidano, corrompano. Non è il silenzio e la quiete prima della battaglia finale per il futuro, come in certi film di fantascienza.