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Senza bacchetta magica, da 56 giorni nella città piagata dal malgoverno. FALCOMATÀ

Senza bacchetta magica, da 56 giorni nella città piagata dal malgoverno. FALCOMATÀ

gsppf     di GIUSEPPE FALCOMATÀ – (rep) In questi giorni stiamo ricevendo molte segnalazioni su quello che ancora “non va” in città. Ė importante sottolineare questo risveglio di coscienza civica: una Città che manifesta il proprio disappunto è una Città che sceglie di non chiudere gli occhi, dimostrando voglia di partecipazione attiva. Un esempio su tutti riguarda il grave disagio idrico che hanno vissuto ieri i residenti e i commercianti del Centro Storico, a causa di una perdita idrica importante, che ha impegnato i tecnici per diverse ore fino a tarda sera per ripristinare il servizio.

Però va ribadito anche altro. La nostra Giunta sta lavorando da 56 giorni. 56 giorni sono l’equivalente di due mesi scarsi. La Città che ha ereditato la nuova Amministrazione è una Città in condizioni di grave emergenza.
Quando ci siamo imbarcati in questa avventura sapevamo bene a cosa stavamo andando incontro: le amministrazioni precedenti ci hanno consegnato una Città con un debito colossale pari quasi a 200 milioni di euro, vincolata a un piano di rientro che ci condanna ogni anno a ripartire con un passivo di -11 milioni di euro.

Una Città che è dotata di un corpo di vigili di circa un centinaio di unità attive sul territorio, per una estensione del comune che ne richiederebbe almeno il doppio. Una Città dotata di un sistema idrico in condizioni pietose. Una Città in cui diventa “straordinario” persino potare un albero o coprire una buca a causa dell’assenza di risorse economiche. Una Città che si è ritrovata a dover gestire un’emergenza rifiuti sin dal primo giorno di insediamento del Sindaco, facendo i conti con un Presidente di Regione ancora non insediato sino al 10 dicembre e con la discarica di Sambatello totalmente chiusa. Una Città a cui manca un affidabile sistema di illuminazione. Una Città in cui alcuni impianti semaforici sono stati letteralmente rosicchiati dai topi.

Una Città che chiede tributi locali elevatissimi, perché negli anni precedenti si è preferito attuare scelte allegre e quanto meno discutibili. 

Non ci pare il caso di continuare con gli esempi perché ci piace guardare avanti e costruire il futuro, ma è importante ribadire che né il Sindaco e né la Giunta, sono i responsabili di questi disastri.

Quello che diciamo ai cittadini di Reggio Calabria è che noi tutti siamo al lavoro dal giorno alla notte: lavoriamo senza risparmio e con la massima serietà. Dopo anni di scelte scellerate, di infiltrazioni mafiose, di spese pazze, rivendichiamo con orgoglio il nostro lavoro trasparente e onesto. Nessuno ha la bacchetta magica: in 56 giorni non è possibile risolvere problemi frutto di anni di malgoverno. Chiediamo ai reggini pazienza e fiducia: viviamo letteralmente sulla nostra pelle i problemi mastodontici della nostra Reggio, e siamo al lavoro per il riscatto civile della città, per il bene di tutti noi cittadini.