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LA NOTA. Si disfa Fi. Mancini a Santelli: Vattene. Lei: da te niente lezioni

LA NOTA. Si disfa Fi. Mancini a Santelli: Vattene. Lei: da te niente lezioni

gmjs     di RICCARDO TRIPEPI -

 Non conosce tregua lo scontro interno a Forza Italia. Dopo la "scoppola" rimediata alle regionali gli azzurri calabresi hanno dato vita ad un vero e proprio crescendo rossiniano di attacchi, denunce, spaccature e insulti tale da fare implodere il partito. L'ultimo della serie è quello dell'ex assessore regionale al Bilancio Giacomo Mancini che si è scagliato contro la strategia suicida della Santelli, chiedendole di farsi da parte.

La chiusura con Ncd e l'assenza di confronto interno, le principali colpe della coordinatrice. «Tra meno di tre mesi - dice Mancini - si celebreranno le elezioni amministrative in importanti comuni della Calabria. Fi ha bisogno di intessere alleanze se non vuole ripetere la mortifera corsa solitaria delle regionali. Tu ti dichiari contenta e pronta, ma invece la realtà fa registrare dichiarazioni dei nostri alleati, quelli storici e quelli potenziali, che affermano di non volersi sedere al tavolo con noi, fin quando sarai tu a rappresentare Fi. Cara Jole, e credimi ti scrivo con affetto, è questa per te l'occasione per dimostrare che anteponi la prospettiva politica del nostro movimento a quella del tutto legittima tua personale. E arrivato il momento per te di farti guidare dalla generosità. La stessa che ti ha ispirato quando hai lasciato il governo Letta. Fatti da parte, lascia la tolda di comando nelle mani di altri».

La coordinatrice regionale del partito non ha tardato a rispondere punto su punto.

«La mia "strategia" politica è stata quella di non assecondare l'alleanza con Ncd a sei giorni dalle presentazioni delle liste e dopo che il Pd di Oliverio lo aveva platealmente escluso - spiega la Santelli -. Nel merito delle tue critiche mi sembra di capire che Fi a tuo avviso dovrebbe essere guidata da un esponente che ha il favore di quel partito e se io non godo della personale simpatia di qualche esponente di Ncd con generosità mi dovrei far da parte. Io tengo a Fi ed a Berlusconi e sono in questo partito coerentemente dal 1995. Accetto quindi lezioni su tutto ma non sulla lealtà, sulla buona fede e sul mio lavoro che è esclusivamente nell'interesse di Fi e del presidente Berlusconi».

Ma le grane per la Santelli non finiscono certo qui. L'esplosione del gruppo in Consiglio regionale è un altro fronte che la vede direttamente chiamata in causa. Dopo la decisione dell'Ufficio di presidenza di palazzo Campanella di spedire Orsomarso e Tallini al gruppo misto, è scoppiato il finimondo. La Santelli ha provato a contattare Nicolò, Morrone e Salerno per recuperare la questione, ma al momento si è trattato di un tentativo vano. Tanto che il vulcanico Mimmo Tallini, nella serata di ieri, ha attaccato tutto e tutti, minacciando di rivolgersi addirittura all'autorità giudiziaria. «Un golpe, una manovra a tenaglia per eliminare fisicamente l'unica vera opposizione in Consiglio regionale - ha detto Tallini -l'ennesima prova che esiste un patto trasversale per ridurre al silenzio chi dissente». Tallini, insomma, ipotizza una collaborazione tra il gruppo di Fi e il centrosinistra. Per quel che attiene il suo partito invece annuncia: «Investiremo quanto prima il presidente Berlusconi di questa indegna manovra, costruita a tavolino per distruggere quel che resta di Fi nella nostra regione».