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IL DIBATTITO. REGGIO e la famiglia Doc. Ma caro sindaco…

IL DIBATTITO. REGGIO e la famiglia Doc. Ma caro sindaco…

family     di TIZIANA CALABRÒ -

LA FAMIGLIA NATURALE. La famiglia “naturale” esiste, anzi cresce, come i prodotti della natura, come i broccoli, i cavolfiori, i gerani, l’erba buona e l’erba cattiva, come i capelli, i foruncoli, le ossa, i denti, i piedi, le unghie, i peli superflui e l’elenco potrebbe crescere all’infinito. La famiglia “naturale”, proprio perché generata dalla natura, altrimenti che naturale sarebbe, va curata, coltivata, annaffiata, esposta al sole. Deve essere biologica, DOC, DOP, no OGM, senza coloranti, conservanti, consumata prima della data di scadenza!

Sì la famiglia “naturale” esiste, con buona pace degli antropologi, sociologi, scienziati, studiosi, trattati alla stregua di sciocchi millantatori, che dicono il contrario, come per esempio, che la famiglia è una costruzione sociale, culturale, legislativa. E con buona pace di quelle rompiballe delle femministe e dell’Arcigay che da anni si battono per il riconoscimento di diritti negati. Esiste perché lo dice la politica. Lo ha detto il Consiglio Comunale di Reggio Calabria, che ha dichiarato fermamente la propria opposizione “a qualunque tentativo di introdurre nell’ordinamento giuridico disposizioni normative tali da alterare le stessa struttura della famiglia”, e quindi il proprio impegno a tutelare la famiglia “naturale”. E così, come è successo nel verde Veneto, sarà stabilita anche la data per un “Famiglia Naturale day”, in cui si celebrerà l’unione naturale tra uomo e donna. Si spargerà il pensiero per le strade, nelle associazioni, nelle scuole. Si inviteranno eminenti autorità esperte sull’argomento, come il signor Barilla e le “sentinelle in piedi”.

E ancora una volta, il sole splenderà nel cielo, si sentirà primavera nell’aria e vivremo tutti, ma proprio tutti naturalmente felici e contenti.

P.s.: Mio caro Sindaco di Reggio Calabria, che ho votato con speranza e slancio affettuoso, l’articolo è volutamente ironico, perché è l’unico modo che ho, oggi, per esprimere la tristezza. Eppure le parlo con tutti i pezzi del mio cuore: un pezzo donna, un pezzo madre, un pezzo moglie, un pezzo cittadina, un pezzo impegnato nella lotta contro i pregiudizi, l’ignoranza, l’oscurantismo che in Italia si respira. Spero che lei e chi con lei, si fermi un attimo e rifletta sulle conseguenze di una scelta politica di tale portata. La politica con il suo fare, con il suo scegliere, insegna ai cittadini, a essere in un modo o in un altro e può legittimare, anche involontariamente condotte e comportamenti. Spero di sbagliarmi, ma quanto successo ieri in Consiglio, temo incoraggerà comportamenti omofobi e intolleranti. Sì, spero proprio di sbagliarmi.