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CALABRIA. Gli altri corrono noi (ancora) no

CALABRIA. Gli altri corrono noi (ancora) no

brrx      di FRANCESCO RUSSO -

La posizione dell’Italia nel quadro della programmazione europea 2014-2020 è difficile da individuare. Ancor più il ruolo delle regioni meno sviluppate, tra cui la Calabria.

Il Presidente Mario Oliverio, il 9 marzo, al Consiglio regionale e in vari incontri nel territorio, ha fatto un resoconto duro: Rispetto al Programma 2007-2013 dei fondi europei e' stato registrato un fallimento clamoroso. Sulle risorse provenienti dall'Europa, la CALABRIA ha impegnato solo 800 milioni di euro. Entro la fine dell'anno dovremmo utilizzare un miliardo e duecento milioni di euro, molto di piu' di quello che e' stato speso in sette anni.

Quindi, sul 2007-2013 la situazione è drammatica. E la situazione del Programma 2014-2020 qual è?

I documenti si rincorrono tra Roma, Bruxelles e Catanzaro ed è difficile seguirli tutti. Quelli Roma-Bruxelles segnano forti limiti e ritardi nella programmazione nazionale dei trasporti. La questione emerge in modo netto dalla lettura dell’Accordo di partenariato 2014-2020 tra l’Italia e la Commissione Europea, reperibile nel web.

I ritardi di Roma non possono giustificare i ritardi attuali e futuri della Calabria.

La cifra è imponente. Per il solo obiettivo tematico Trasporti, per le 5 regioni italiane meno sviluppate, tra cui la Calabria, per il Fondo FESR, sono previsti 2473 milioni di euro. A questi soldi bisogna aggiungere la parte dei 2233 milioni destinati alle aree urbane, poi i fondi per le reti TEN T, quelli per i corridoi commerciali ferroviari, quelli per le reti del Mediterraneo, quelli di Horizon. Solo citando le risorse più imponenti per i trasporti. Se si considera tutta la programmazione europea la cifra diviene gigantesca.

D’altra parte è notizia di questi giorni la dismissione della sede della Regione Calabria a Bruxelles.

Correttissimo tagliare in modo inesorabile le spese improduttive. A maggior ragione nella regione con il più basso pil pro-capite d’Italia, meno della metà del Nord, e quasi un terzo rispetto a Bolzano. Qualunque affitto a Catanzaro, a Reggio, a Roma, o a Bruxelles deve essere passato al microscopio. Qualunque spesa di rappresentanza deve avere un riscontro previsto nel risultato, di nuovo da Catanzaro, a Reggio, a Bruxelles, a Roma.

Il punto è il rapporto con Bruxelles. Fuor di dubbio che se c’è un non speso di un miliardo e duecento milioni qualcosa di profondamente non funzionante c’è stato.

È importante però capire come ci si stia attrezzando rispetto a Bruxelles. Stante la mole di risorse ed il disastro precedente è necessario individuare un processo organizzativo e gestionale chiaro, con una logistica precisa. In questo quadro i vari dirigenti, gli assessori competenti per obiettivo come strutturano i rapporti con Bruxelles? Un filo forte con Bruxelles deve essere costruito, per tessere una tela che veda la Regione protagonista non solo per sé, ma anche per i territori che rappresenta e che non è detto abbiano sufficiente forza per parlare con Bruxelles. La tela deve comprendere il rapporto con il Mediterraneo che va costruito nella prospettiva europea.

Per memoria si riportano alcuni risultati riguardanti i più trafficati porti container europei. Tra il 2000 ed il 2015 Rotterdam, Hamburg, Antwerp, Bremerhaven, Algeciras hanno più che raddoppiato i container movimentati. Valencia e Pireo hanno triplicato. Gioia è passata da 2653 a 2970, cioè solo il 10% in più.

Gli altri corrono.