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Ripepi (Fi): Piero Battaglia usato per far sparire il Crocefisso dal Consiglio

Ripepi (Fi): Piero Battaglia usato per far sparire il Crocefisso dal Consiglio

pietro-battaglia-aula-consiliare  di RICCARDO TRIPEPI -

Torna ad esternare il consigliere di Forza Italia Massimo Ripepi. E anche, stavolta, lo fa con grande vis polemica e in difesa dei principi cristiani. A provocare le cattoliche ire del consigliere comunale è stata la cerimonia di intitolazione dell’aula del Consiglio a Pietro Battaglia. Non per la scelta sull’uomo, ma per il corollario anticristiano che si è avuto dalla cerimonia. Dopo l’affissione della lapide in ricordo del sindaco dei moti, è scomparso il Crocefisso.

«Reggio ha voluto onorare la memoria dell’On. Pietro Battaglia, il sindaco della “Rivolta” che seppe interpretare e difendere il comune sentire del popolo reggino in una fase storica in cui ad essere a rischio era la stessa democrazia, attraverso l’intitolazione della sala del Consiglio Comunale. Un uomo, Pietro Battaglia, che amò la sua città sopra ogni cosa non accettando di svenderla agli interessi della partitocrazia. Un uomo scomodo.

Ecco perché ritengo che aver intitolato a lui la Sala Consiliare sia stato, più che un atto di riconoscenza, un atto dovuto, forse tardivo. Tutto bene, dunque, tranne un piccolo particolare: una volta tirato giù il drappo che celava la lapide commemorativa non ho potuto fare a meno di notare l’assenza di ciò che era sempre stato lì, il Crocefisso!».

«Sono convinto - spiega ancora Ripepi - che si sia trattato di un imprevisto dovuto ai preparativi frenetici della cerimonia e che molti non vi hanno prestato attenzione attratti dal meraviglioso buffet a seguire, ma resta pur sempre un fatto grave che mi preme stigmatizzare perchè, nel mio cuore, ha offuscato la gioia della celebrazione. E’ stato, infatti, ricordato che “Battaglia è stato una personalità politica cattolica, forte e autorevole, amato dai propri concittadini, con equilibrio e rigore morale” mi chiedo, allora, se lo stesso Onorevole, da buon cristiano qual egli era, avrebbe gradito che il Crocefisso venisse sostituito con il suo nome…»

«Sulla rimozione del Crocefisso dai luoghi pubblici - prosegue ancora Ripepi - ci sono state molte polemiche che hanno turbato l’opinione pubblica nazionale, ma resta il fatto che il crocefisso rimane il simbolo indiscusso della Cristianità nella nostra Nazione. Fuor di polemica (anche se oggi cercando su internet la foto dell’aula con il Crocefisso, ho visto che già era stato rimosso durante l’ultima seduta di Consiglio in cui è stato approvato il registro delle unioni civili) chiedo, quindi, al Presidente del Consiglio Comunale, Demetrio Delfino, ed al Sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, che il Crocefisso venga riposizionato al più presto laddove è sempre stato, per come è giusto che sia!».

In conclusione l’affondo verso un presunto e occulto (naturalmente comunista e ateo) regista dell’operazione.

«Se non sarà prontamente riposizionato, vuol dire che non è stato un imprevisto dovuto ai preparativi frenetici della cerimonia, ma è stata l’opera di un occulto regista che ha operato di nascosto ed indisturbato sin dal giorno del Consiglio in cui è stato approvato il registro delle unioni civili. Non sono d’accordo con questo anticristiano regista!».