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L’ANALISI. La politica, i professori, la Calabria

L’ANALISI. La politica, i professori, la Calabria

prof    di FILIPPO VELTRI

- Ben cinque professori (di vario grado) di tutte e quattro le Università calabresi fanno dunque parte della nuova Giunta regionale varata da Mario Oliverio. E’ un dato non nuovo ma inedito nelle forme e nella quantità, che non ha eguali nella storia del regionalismo calabrese che pure ha conosciuto innesti provenienti dal mondo accademico locale ma non in queste proporzioni.

E’ di tutta evidenza che cambia anche il modo d’approccio alle cose della politica da parte di tutto un mondo che in questi anni era stato o silente o accondiscendente e che era stato, però, assai pronto nel fustigare il mondo della politica e dei partiti in Calabria, additato come il male da cui sganciarsi nei momenti topici delle varie e ricorrenti crisi politiche e/o giudiziarie.

E’ a tutti noto perché’ Oliverio sia giunto a questo esecutivo accademico e la politica e i partiti calabresi ne escono ancora una volta a pezzi, per questioni su cui e’ inutile qui ritornare perché’ al centro di altre e recenti riflessioni su queste stesse pagine.

Quel che ora importa sottolineare è che il mondo accademico e culturale calabrese – al di là dei giudizi sui singoli scelti da Oliverio, su cui è già iniziato lo sport più tradizionale ma inutile dei voti in pagella spesso provenienti proprio da quel mondo accademico – é ad una prova cruciale ed é atteso da un periodo in cui dovrà dimostrare di che pasta e’ fatta non solo la personale e singola capacità ma anche tutto il retroterra da cui si proviene. Qui non ci sono, infatti, i professori chiamati da Chiaravalloti un decennio e passa fa che venivano tutti da Roma in su, ma illustri cattedratici, docenti ordinari, ricercatori che da Arcavacata a Reggio Calabria passando per Catanzaro hanno operato e stanno operando da anni.

Professori calabresi di nascita o di formazione, che dunque ben conoscono il campo dove andranno ad operare e che Oliverio ha chiamato vicino a lui proprio per dare corpo a quella svolta che la politica dei partiti non e’ stata in grado di imporre.

Il Governatore e’ passato nel giro di 6 mesi dalla Giunta tutta politica e dei territori ad un completo ribaltamento dell’impostazione puntando sulle risorse che in questi decenni sono venute fuori dalle nostre (rpt nostre) Università. Diciamo che dopo averle tentate tutte, con giunte di vario colore e di vario schieramento politico negli ultimi 15 anni, il regionalismo calabrese tenta un’ultima carta, non sappiamo se definitiva, per schiodarsi da uno stato di immobilismo cancerogeno che sta divorando questa terra da più tempo.

Non ci sono più – è evidente – alibi per nessuno, o risibili tentativi di scaricare su altri brutti, sporchi e cattivi le responsabilità per lo stato della nostra bella Calabria: se la politica dei partiti ha deciso di fare un clamoroso passo indietro sull’onda d’urto dell’inchiesta di Reggio Calabria sui rimborsi non resta ora che affidarsi a chi é esterno a questo mondo.

Si vedrà se la così detta società esterna ai partiti dimostrerà o meno una diversa e migliore capacità d’impatto sul groviglio di questioni che ci sta davanti o se i nodi sono talmente intricati da avere intricato tutto in questo ventennio che abbiamo alle nostre spalle, confondendo le acque e mischiando ruoli e responsabilità. Come dice il poeta …lo scopriremo solo vivendo!