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PD. La battaglia per la Presidenza del Consiglio (i rumor)

PD. La battaglia per la Presidenza del Consiglio (i rumor)

 presidenza    di RICCARDO TRIPEPI

- E’ sicuramente il posto più ambito per i consiglieri regionali. Gli inquilini di palazzo Campanella, massacrati nella gran parte da Rimborsopoli ed esclusi da Oliverio dai posti utili in giunta, guardano tutti allo scranno più alto, quello della presidenza.

Oggi si riunirà la Conferenza dei capigruppo che sarà guidata, verosimilmente per l’ultima volta dal dimissionario Antonio Scalzo, proprio per stabilire il calendario dei lavori dell’assemblea in vista della sostituzione della guida, imposta e voluta da Roma. La partita per la successione, insomma, può considerarsi avviata e, dai rumor di palazzo che filtrano in queste ore, sarà senza esclusione di colpi.

La presidenza dovrebbe andare in quota Renzi. Questo può essere considerato un dato di fatto e, del resto, Scalzo era renziano. Inviduare, però, la provincia di appartenenza sarà un’impresa ardua. Il collegio di Catanzaro pretende continuità e vuole sostituire l’uscente con un uomo dello stesso territorio e, in tal senso, crescono le quotazioni di Arturo Bova.

La casella, però, è chiesta con forza anche dai renziani reggini che continuano a sentirsi penalizzati dalle scelte fatte da Mario Oliverio anche in occasione del varo della seconda giunta. In quota Reggio sarebbero arrivati gli assessori Federica Roccisano e Francesco Russo, ma per i renziani si tratta delle solite trovate di Oliverio. In quanto Russo è un professore della Mediterranea, ma ha origini catanesi, mentre la Roccisano, unica reggina effettiva, è comunque originaria di Caulonia. La pretesa di Battaglia, Naccari, Meduri, Minniti e compagnia, se accolta, provocherebbe però una serie di effetti a catena. Al momento sono reggini anche il vicepresidente del Consiglio Francesco D’Agostino e il capogruppo Sebi Romeo.

Ovvio che con la presidenza in riva allo Stretto sarebbe sbilanciata su Reggio la gestione delle dinamiche di palazzo Campanella. L’argomento dei reggini è questo: nessuno impedisce che si proceda ad un riassestamento complessivo delle cariche e quindi si rimetta in discussione anche il resto dell’Ufficio di presidenza e la carica di capogruppo. In questo caso tornerebbero in pista i nomi di Mimmetto Battaglia e Nicola Irto.

Ipotesi residuale, ma molto suggestiva è quella che porta Oliverio a Crotone per una scelta “rosa”: l’indicazione alla presidenza di Flora Sculco, unica donna del Consiglio. Una situazione intermedia che potrebbe scongiurare l’accendersi di un nuovo derby tra Reggio e Catanzaro. Il problema, però , è che alla guida dell’assemblea servirebbe una persona di esperienza, considerata l’attuale situazione, e né Bova, né la Sculco avrebbero i requisiti necessari.

La partita della presidenza si giocherà in concomitanza alla marcia di avvicinamento che porterà il partito alla riunione dell’assemblea regionale di lunedì 20 luglio al centro agroalimentare di Lamezia e che dovrebbe essere conclusa dal vice segretario nazionale del partito Lorenzo Guerini.

Il responsabile organizzativo Giovanni Puccio la presenta come un appuntamento di svolta. «Il Pd della Calabria dovrà definire snodi politici e concertativi ai vari livelli: da quello nazionale, regionale e locale. Avviare un’intensa attività di mobilitazione e di elaborazione e fare in modo che anche la stessa stagione congressuale d’autunno, che interessa la provincia di: Catanzaro, Reggio e Vibo, non sia solo la conta per eleggere i nuovi organismi e segretari ma un cimento politico per costruire nuovi gruppi dirigenti all’altezza della sfida del cambiamento. Già sono state nominate le Commissioni per i congressi e anche la loro funzione non sarà racchiusa negli adempimenti formali per organizzare i procedimenti e superare le incompatibilità ma per concorrere ad un grande progetto di ricostruzione democratica di cui la Calabria ha impellente necessità».

L’obiettivo, però, è il congresso regionale che potrebbe segnare un cambio della guardia e delle maggioranza che fin qui hanno retto gli equilibri democrat.