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Scalzo: mi sono dimesso da solo. Il 28 e 29 il nuovo presidente del Consiglio?

Scalzo: mi sono dimesso da solo. Il 28 e 29 il nuovo presidente del Consiglio?

antonio scalzo   di RICCARDO TRIPEPI

- Non c’è ancora la data del prossimo Consiglio regionale, quello che dovrebbe avere all’ordine del giorno le dimissioni del presidente Scalzo e l’elezione della nuova guida.

Ieri la Conferenza dei capigruppo, tornata a riunirsi a palazzo Campanella, ha soltanto individuato come prime date utili, dopo il periodo di vacatio per l’entrata in carica della nuova giunta, quelle di martedì 28 e mercoledì 29 luglio.

I lavori dell’organismo sono stati aperti e coordinati da Antonio Scalzo, che ha informato i colleghi della sua decisione, “mai richiesta da nessuno e frutto di un’autonoma valutazione”, di dimettersi dall’incarico di vertice dell’assemblea. Scalzo ha precisato che tale atto è “da intendersi solo come scelta assunta per favorire il rilancio dell’azione di governo regionale in Calabria, dopo le vicende delle ultime settimane che hanno fortemente condizionato non solo il Consiglio regionale ma la politica in generale”.

Il presidente ha altresì ricordato come l’Ufficio di presidenza da lui guidato abbia “avviato una stagione improntata alla sobrietà e al rigore. Abbiamo approvato da tempo atti amministrativi concreti che devono essere presentati all’opinione pubblica”. Poi ha “ringraziato i colleghi consiglieri di maggioranza e minoranza per la fattiva collaborazione istituzionale che, pur nella diversità delle posizioni politiche, ha sempre rappresentato un valore aggiunto per l’attività del Consiglio regionale”.

Nessun cenno, dunque, alla guerriglia urbana scoppiata in casa Pd dopo “rimborsopoli” e all’imposizione romana di un azzeramento totale delle cariche più alte del governo regionale, compresa quella del presidente del Consiglio. Non è un mistero, del resto, che Scalzo abbia mal digerito le decisioni dei vertici del partito, anche perché la sua posizione nell’inchiesta sarebbe marginale rispetto a quella di molti altri.

Sulle modalità con le quali il Consiglio provvederà alla sostituzione del presidente ha poi insinuato alcuni dubbi il capogruppo di Forza Italia Alessandro Nicolò che ha chiesto che l’Aula apra un dibattito sulla vicenda, considerato che Scalzo è il presidente di tutti i gruppi e non soltanto della maggioranza.

“Prendiamo atto della sensibilità dimostrata da Antonio Scalzo– dice Nicolò - ma riteniamo, per nostra impostazione garantista, che egli avrebbe dovuto continuare il suo percorso alla guida della massima assise calabrese. Questa nostra posizione nasce dalla convinzione che il garantismo non è un principio da declinare in base alle convenienze del momento - prosegue - E’ semmai una cultura e una forma di civiltà giuridica a cui non si può e non si deve derogare. Non è ancora chiaro se sarà solo una presa d’atto da parte del Consiglio regionale oppure - come sarebbe auspicabile - verrà aperta una discussione nel merito, considerato che il presidente dell’assemblea è il rappresentante e garante istituzionale di tutte le componenti politiche presenti in seno al Consiglio. Sarebbe svilente delle sue stesse prerogative se l’assemblea venisse chiamata semplicemente a ratificare la volontà pur rispettabilissima del presidente”.

L’apertura di un dibattito potrebbe trasformarsi nell’apertura di un campo minato per un Pd che appare ancora sotto shock e spaccato tra le varie correnti.