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L’ANALISI. La crisi del Centrodestra tra tradimenti e ripartenze

L’ANALISI. La crisi del Centrodestra tra tradimenti e ripartenze

graziano     RICCARDO TRIPEPI - I movimenti tellurici che stanno interessando il centrodestra calabrese sono imponenti. Ma si mantengono ancora a grande profondità e, quindi, appaiono silenti.

E’ chiaro a tutti che dopo la mancata presentazione del referendum sulla riforma dello Statuto voluta dal centrosinistra, però, qualcosa si sia rotto in maniera irreparabile. Per i falchi, area che coincide quasi perfettamente con la corrente degli ex An di Forza Italia, il referendum era l’occasione per dare la spallata definitiva al centrosinistra di Mario Oliverio già scosso dall’esplodere di “Rimborsopoli”. Non solo. Il referendum doveva essere presentato perché la richiesta era già stata sottoscritta da tutti i consiglieri necessari per farlo. Per Tallini, Orsomarso e company il passo indietro compiuto da Giuseppe Graziano (Casa delle Libertà) ed Ennio Morrone (Fi) è da considerarsi un vero e proprio tradimento.

Un vero e proprio flop quello della iniziativa referendaria sul quale il coordinamento regionale ha preferito glissare per evitare di far esplodere la situazione.

Mettere la testa sotto la sabbia, però, non servirà a risolvere i sempre più evidenti problemi di una coalizione che pare completamente da rifondare. I campanelli d’allarme si susseguono.

All’ultima iniziativa degli amministratori locali di Fi a Montecitorio hanno partecipato Nicolò e Salerno (Morrone assente giustificato), mentre, casualmente, hanno marcato visita Tallini e Orsomarso. Il secondo, anzi, si sta rendendo protagonista come rifondatore della vecchia Alleanza Nazionale. La vice coordinatrice Wanda Ferro aspetta l’esito del suo ricorso al Tar per capire se avrà o meno il suo seggio in Consiglio, ma è chiaro che l’abito forzista le stia sempre più stretto e il duello con Morrone ne è testimonianza nitida. Insieme a Tallini sta valutando quando e come riprendere il progetto di associazione politica sul catanzarese che era pronta prima delle amministrative e che poi è stata provvisoriamente congelata. A Reggio Calabria le iniziative del Comitato per la ricostruzione del centrodestra, guidato da Giuseppe Scopelliti, si susseguono e vedono aumentare i propri proseliti. Anche il senatore Caridi (attualmente al Gal) sta dando segnali di grande attivismo, seppure non si capisce ancora se si stia muovendo verso Forza Italia o verso qualcuno dei movimenti più spostati a destra che stanno nascendo in questo momento. La sua iniziativa a Reggio Calabria, nella quale si è perfino ipotizzato un suo possibile futuro da governatore, è sembrato una sorta di sondaggio per capire gli umori di Jole Santelli e Roberto Occhiuto, pure presenti in platea.

In questo contesto sono sempre più evidenti le mosse di Tonino Gentile e del Nuovo Centrodestra. Il senatore non è tipo che si fa prendere in contropiede e fiutata l’aria, sia a livello nazionale che locale, sta facendo di tutto per smarcarsi ed essere libero per chiudere qualunque tipo di accordo. In questa direzione vanno ad esempio tutte le critiche a Mario Oliverio dopo la formazione della nuova giunta. Una sorta di allontanamento dal centrosinistra che potrebbe essere preludio a nuovi accordi con Fi, che già hanno ben fruttato alle ultime amministrative. Per una mediazione con la Santelli, però, dovranno intervenire diplomatici romani di entrambi i partiti. Il cantiere del centrodestra, insomma, è più che mai aperto.