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LA NOTA. Partita a scacchi per la presidenza del Consiglio regionale

LA NOTA. Partita a scacchi per la presidenza del Consiglio regionale

magorno   Rictrip

- Si fa sempre più intensa la partita scacchi in atto a palazzo Campanella per scegliere il sostituto di Antonio Scalzo che, a dirla tutta, non ha proprio nessuna voglia di lasciare la postazione, a prescindere dalle dichiarazioni ufficiali.

La Conferenza dei capigruppo ha ipotizzato per il 28 o il 29 luglio la seduta di Consiglio in cui inserire all’ordine del giorno le dimissioni del presidente. La spiegazione ufficiale è quella di aspettare per tale passaggio che la nuova giunta entri nel pieno delle proprie funzioni, una volta esaurito il tempo della vacatio legis.

La realtà è che prendere tempo sembra necessario per diversi ordini di motivi e il primo di questi è che il Pd non ha per nulla chiare le idee sul tema. La poltrona di Scalzo è rivendicata da più parti. La vogliono i renziani reggini (i nomi in pista sono quelli di Domenico Battaglia e Nicola Irto) e la vogliono i catanzaresi (Arturo Bova in pole position). Un derby tutto da giocare in quanto nessuno dei nomi in pista sembra in grado di garantire gli equilibri di corrente e territorio, così come aveva fatto Scalzo. Scegliere un reggino inoltre porrebbe il problema di mettere mano all’interno Ufficio di presidenza, considerato che il vicepresidente attuale è Francesco D’Agostino, originario di Cittanova e vicinissimo alle posizioni dell’ex presidente del Consiglio Giuseppe Bova.

In questo traballante quadro si è poi inserita la variabile impazzita di Forza Italia che, tramite il suo capogruppo Alessandro Nicolò, ha difeso Scalzo, ha chiesto l’assunzione di posizioni garantiste al Pd e che il Consiglio non si limiti a ratificare le dimissioni del presidente uscente, ma apra sul punto un dibattito. Dovesse davvero esserci una discussione sul tema, il rischio di nuove lacerazioni per il Pd sarebbe altissimo.

Chiudere in maniera intransigente alle istanze garantiste, considerata anche la posizione marginale di Scalzo in rimborsopoli, potrebbe esporre tutti a grandi rischi. In caso di un avviso di garanzia al governatore? Cosa succederebbe alla Regione?

Ed allora “prudenza” è diventato il nuovo mantra in casa Pd che, infatti, ha preferito rinviare l’assemblea regionale fissata per domani alla giornata di giovedì. Ma i ben informati fanno notare che giovedì il Parlamento avrà riunione e che difficilmente il vicesegretario nazionale Lorenzo Guerini potrà essere presente alla assise democrat.

Che il segretario Magorno stia adottando nuovamente la tecnica del rinvio compulsivo in cui si è dimostrato campione inarrivabile fin dal primo istante della sua gestione? Il segretario, però, stavolta rischia grosso. Anche perché si sarebbe sbilanciato sui nomi del sostituto di Scalzo in diverse sedi creando parecchie aspettative ed in tanti sono pronti a chiedergli il conto. La sua fretta di mettere mano al partito, dichiarata pubblicamente in un’intervista al Quotidiano, la dice lunga sull’odore di bruciato che ha cominciato a sentire. Da Roma dopo il rinnovo del governo, vogliono che la musica cambi anche all’interno del partito. Nessuno può più permettersi passi falsi.