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LA NOTA. Pd, Conto alla rovescia sul Presidente del Consiglio regionale

LA NOTA. Pd, Conto alla rovescia sul Presidente del Consiglio regionale

 oliverio-guerini-magorno    di RICCARDO TRIPEPI

- Potrebbe arrivare alla fine della prossima settimana la decisione finale del Pd sul nome del futuro presidente del Consiglio regionale. Per giovedì, sempre che il segretario Magorno non proceda a sconvocarla nuovamente, dovrebbe esserci la riunione dell’assemblea regionale del partito. Appuntamento al quale è prevista la partecipazione del vicesegretario nazionale Lorenzo Guerini e che dovrebbe dare il via al nuovo corso sia nel governo regionale, che nella gestione del partito.

Il nuovo esecutivo di Mario Oliverio proprio in queste ore entrerà nel pieno delle sue funzione e chiederà all’assemblea il pieno sostegno per tentare di riprendere, o meglio di avviare, l’azione di governo che in questa legislatura è stata piuttosto impalpabile. Magorno, dal canto suo, chiederà fiducia per provare a ridisegnare il Pd calabrese in vista dei congressi provinciali che saranno il preludio di quello regionale. Da Roma vogliono un rinnovamento anche nel confronto interno ai democrat, tanto che subito dopo l’esplosione di “Rimborsopoli” si era pensato all’invio di un commissario o di un osservatore, sulla scorta di quanto avvenuto a Roma dopo “Mafia capitale”.

Magorno sa che i riflettori sono puntati su di lui e che non può più permettersi passi falsi. Assume ancora più importanza, dunque, la gestione della fase che dovrebbe portare alla successione del presidente del Consiglio.

La data della riunione dell’assemblea che avrà all’ordine del giorno le dimissioni del presidente e la sua sostituzione dovrebbe tenersi la prossima settimana. E il Pd deve arrivarci preparato. L’opposizione, per tramite del capogruppo di Fi Alessandro Nicolò, ha chiesto che le dimissioni non vengano soltanto ratificate, ma che su di esse si apra un dibattito.

Ovviamente una discussione senza un accordo nel centrosinistra potrebbe aprire parecchie lacerazioni e rendere incerto il risultato finale. Magorno, con la sponda di Guerini, dovrà trovare la quadra in tempi rapidi. La poltrona spetta ai renziani, ma è in atto un vero e proprio derby tra Catanzaro e Reggio. Il capoluogo vorrebbe confermare la territorialità ed esprimere il nome, verosimilmente Arturo Bova. I renziani reggini, invece, continuano a sentirsi penalizzati dalle scelte di Oliverio e del partito e battono cassa con i nomi possibili di Domenico Battaglia e Nicola Irto. Inserire un reggino alla presidenza porrebbe però il problema di mettere mano all’intero Ufficio di presidenza. Il vice di Scalzo infatti è Francesco D’Agostino ed è reggino anche il segretario questore Giuseppe Neri, seppure espresso dalla lista Democratici Progressisti.

La discussione interna è complessa e non è escluso che giovedì si possano soltanto porre le basi di un accordo che, verosimilmente, sarà chiuso durante il prossimo week-end. Ultimata questa pratica non ci saranno poi più alibi per nessuno. Roma vuole adesso i risultati e li vuole la Calabria. A partire dalla programmazione comunitaria che parte in salita ed avrà ad ottobre il momento della verità.