Direttore: Aldo Varano    

MasterplanSUD. Arriva il piano dei piani per fare sviluppo

MasterplanSUD. Arriva il piano dei piani per fare sviluppo

ftrsm   di CONSUELO NAVA

 - Arriva la novità (?): un masterplan anche per la Calabria. Il presidente del governo Renzi, in queste ore tira fuori una parola/strumento che nelle città europee è il luogo della condivisione e dell’impegno per lo sviluppo dei territori, delle città, dei tessuti produttivi e sociali da oltre 20 anni.

Il masterplan delle visioni di sviluppo e cambiamento, è successivo ad ogni lavoro di valutazione di idee, proposte ed alternative che si ritrovano intorno a disponibilità di risorse umane, competenze, risorse economiche e fisiche, contesti precisi e tempi e valutazioni serie.

Un programma scandito: il giusto tempo da dedicare all’analisi, quello importante per l’interpretazione, molto tempo di più a costruire gli scenari futuri, con progetti ‘da subito’.

Non è il libro dei sogni, ma è un patto con cui la pianificazione strategica più contemporanea scrive il futuro ed il cambiamento, coinvolgendo tutte le istanze e dandosi compiti precisi con obbligo di valutare i risultati, senza imbroglio e senza inganno. La sua potenza si esprime anche nella capacità di “mostrare” con visioni, immagini, modelli, risorse, processi e progetti la capacità del territorio di affrontare con successo quel cambiamento oppure l’altro. Uno sforzo di immaginazione e di speranza, diciamolo, a cui né le politiche del Mezzogiorno depresso, né i dati Svimez ti educano. Una scelta culturale ed etica ed un impegno per far uscire dall'emarginazione, quella Calabria migliore che pure c’è. Responsabilità vera e diffusa, ancora in atto, di tutti coloro che dentro le istituzioni e fuori ne hanno impedito il contributo.

Non trattandosi di uno strumento per ottenere un finanziamento speciale per il Sud, né per la Calabria, occorre capire che con un masterplan condiviso, tutti dobbiamo dare senso nuovo alle parole. Si tratta quindi di cancellare “l’annuncite politica” ed “il populismo dialogante e vecchio” per progetti non perseguiti, scegliere un impegno preciso su un programma/progetto di sviluppo e trasformazione di territori e di qualità della vita, attraverso strategie ma anche beni strumentali, risorse materiali ed immateriali e qualità di esperienza. Insomma scegliere di fare in Calabria ciò che non si è mai fatto, per esempio, al netto delle chiacchiere e farlo “cambiando”, con attenzione e capacità. Siamo già oltre il tempo massimo, l’Europa migliore ha reso da anni gli strumenti disponibili.

Però una nota. Quando insegno ai miei studenti del Sud a costruire i masterplan per lo sviluppo sostenibile dei territori dico sempre: “fate uno sforzo di immaginazione, una visione che vada oltre domani, ma come se doveste da oggi fare la cosa più importante per innescare quel cambiamento”; quando mi sono trovata ad insegnarlo all’estero ho dovuto dire ai miei studenti che proponevano loro esperienze: “limitiamo gli scenari a tre/quattro alternative per i prossimi 15 anni intanto…”  Qualcosa vorrà pure dire a proposito di responsabilità politiche e capacità culturali di andare oltre i dati freddi di piagnistei, felicità perseguite e colpevolezze storicizzate. Così molti calabresi in queste ore, si impegnano a cercare su wikipedia, che significhi sto “masterplan”, sarebbe meglio farsi un giro (fisico o virtuale) in tre/quattro città che sono ripartite e sentirne battere la vita possibile, farsela raccontare dai suoi protagonisti. Tornare a vivere il futuro, anche solo da turisti, liberi dalle solite presunzioni e disperazioni, ma determinati e vigilanti quanto basta. Insomma, cambiati davvero.