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LA NOTA. Dopo i redditi dei consiglieri regionali arrivano anche quelli degli assessori

LA NOTA. Dopo i redditi dei consiglieri regionali arrivano anche quelli degli assessori
francesco russo    di RICCARDO TRIPEPI -
Il centrosinistra ci ha preso gusto. Dopo l'iniziativa del presidente del Consiglio regionale Nicola Irto che, praticamente appena insediato, ha voluto on line i redditi dei consiglieri regionali, adesso è la volta della giunta.   

In realtà qualcuna delle situazioni patrimoniali degli esponenti dell'esecutivo era già nota. Ad esempio il governatore Mario Oliverio aveva già reso noto lo stato delle proprie finanze con circa 120mila euro all'anno. Reddito che lo mette al vertice della lista, anche dal punto di vista del censoal primo posto tra i componenti della giunta: è lui il paperone del governo regionale.

   

A debita distanza si collocano i professori universitari che dichiarano redditi intorno ai 70mila euro. In particolare Francesco Russo, docente dell'Università "Mediterranea" di Reggio Calabria nel 2014 dichiara un imponibile di 73.306 euro. Francesco Rossi, docente di Urbanistica dell'Unical, ha dichiara 78.358 euro; Roberto Musmanno si attesta sugli 86.775 euro, mentre Antonio Viscomi, il vicepresidente della giunta, ha dichiarato 91.815 euro. Sugli stessi livelli anche la dirigente regionale Carmela Barbalace che ha dichiarato un reddito di 75.169 euro, mentre Antonella Rizzo, assessore all'Ambiente, 51.251 euro.

   

La più "povera" dell'esecutivo rinnovato di Mario Oliverio è l'assessore al Lavoro Federica Roccisano, che per il 2013 ha dichiarato la somma di 1.592 euro. Se si considera poi che la Roccisano viene data in quota Sebi Romeo nell'ambito degli equilibri democrat, è proprio la corrente che è tra le più povere. Romeo era risultato il consigliere regionale con il reddito più basso tra quelli che attualmente occupano uno scranno a palazzo Campanella.

   

Al di là del gossip giornalettaro e pruriginoso sui denari altrui, si tratta, evidentemente, di segnali apprezzabili di normalizzazione della macchina amministrativa regionale. L'iniziativa di Nicola Irto, che evidentemente sta facendo scuola, non è altro che mera applicazione di legge. Eppure ha fatto notizia in una Regione in cui anche la messa in atto delle normative è un evento eccezionale. Subito dopo la completa trasparenza della situazione patrimoniale degli assessori.

   

Si spera adesso che sia stata aperta una via affinché i calabresi possano avere trasparenza anche nella gestione della sanità, degli accreditamenti alle cliniche private, così come nei procedimenti di reclutamento del personale o per la liquidazione degli enti strumentali. La trasparenza amministrativa è un valore primario per la democrazia, ma non può certo limitarsi alla ricchezza dei politici. Altrimenti diverrebbe il solito specchietto per le allodole.