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Summit a Roma sulla Calabria. Delrio e Oliverio concordano la strategia del rilancio

Summit a Roma sulla Calabria. Delrio e Oliverio concordano la strategia del rilancio

renzi-delrio   di ALDO VARANO -

Un’ora e 25 minuti d’incontro organizzato su un documento di 28 pagine elaborato e approvato dalla Giunta Regionale sui problemi considerati di vita o di morte per il futuro della Calabria.

Da un lato, il superministro Delrio insieme alla capa di Gabinetto del suo superministero. Dall’altro, il Governatore Oliverio, gli assessori Musmanno e Russo, i direttori generali della Regione Pallaria e Praticò. L’incontro, fissato per le 17, al Ministero accanto a Porta Pia, è slittato di venti minuti. Ma il tempo preventivato è stato poi ampiamente sfondato perché s’è andati avanti fino alle 18,45.

Al centro dell’incontro l’accessibilità della Calabria e il sistema portuale calabrese e  la logistica a partire da Gioia Tauro. Come dire, i due punti fondamentali che potrebbero aprire la nostra regione a una trasformazione profonda ed epocale della sua condizione e, soprattutto, della sua capacità di produrre ricchezza, cioè risorse e lavoro per i calabresi e una spinta potente per tutto il resto del Mezzogiorno.

Le indiscrezioni, non solo quelle calabresi, consegnano un ministro molto colpito dalla serietà del pacchetto di proposte presentato dalla Regione, e addirittura in parte sorpreso nonostante la delegazione abbia scoperto un ministro che sulla Calabria e i suoi problemi è apparso informatissimo e documentato.

L’accessibilità è uno dei problemi decisivi perché una regione dalla quale le persone e le merci non riescono a partire e tornare rapidamente è tagliata fuori da qualsiasi progetto di sviluppo reale e al massimo può aspirare ad avere in gestione qualcosina in più per arrangiarsi nella sopravvivenza.

Nel documento preparato in Calabria e fatto avere in precedenza a Delrio si è parlato del sistema viario, delle ferrovie, di autostrade del mare. Quindi, della 106 e dei lavori per completarla non solo sottraendola alla condizione di strada della morte ma anche per consegnarla a un progetto di movimentazione di uomini e cose.

E, forse per la prima volta, il Governo ha realmente aperto alla possibilità di lavorare alla fattibilità dell’alta velocità in Calabria per avvicinare la nostra terra all’Italia, dimostrando pure grande attenzione a tutte le questioni della mobilità interna a partire dalle criticità della Calabria ionica.

Ma il punto decisivo sarebbe stato quello del sistema portuale calabrese e di Gioia Tauro, non fosse altro perché su Gioia, oltre che la scommessa calabrese, c’è anche una spinta nazionale molto forte e un orientamento del Governo a guardare in modo nuovo al Mediterraneo anche tenendo conto del raddoppio del canale di Suez. “Su Gioia abbiamo lo stesso orientamento di Prodi”, si è lasciato scappare il ministro riferendosi al fatto che fu Prodi, praticamente a insaputa dei calabresi del tempo, a far partire l’avventura del porto di Gioia. In questo quadro, Delrio (che s'è impegnato a visitare i porti calabresi) ha apprezzato come fatto di grande serietà che la Giunta, in pochissimi giorni dopo l’approvazione delle linee strategiche del governo sulla portualità, sia riuscita a rielaborare le vecchie proposte sulla Zes ferme al palo per la loro contraddittorietà per farne una molto credibile anche rispetto alle indicazioni di Bruxelles. E su questa, Oliverio avrebbe incassato l’impegno di Delrio a sostenerla.