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Reggio scristianizzata? Morosini s’interroga. Falcomatà: garantiamo a tutti un uguale diritto alla dignità

Reggio scristianizzata? Morosini s’interroga. Falcomatà: garantiamo a tutti un uguale diritto alla dignità

morosini e falcomatà     di RICCARDO TRIPEPI -

Il senso della festa della Madonna della Consolazione e il registro delle unioni civili approvato dal Consiglio comunale. Neanche i più fervidi oppositori della delibera consiliare voluta dalla maggioranza Falcomatà ebbero a pensare che con quella votazione si sarebbe minato il senso della festa patronale.

Lo ha fatto, invece, il vescovo Morosini che sul punto ha imperniato il video messaggio inviato alla comunità reggina alla vigilia della festa.

“Carissimi, anche quest’anno mi è stato chiesto di preparare un videomessaggio per la festa della Madonna della Consolazione. Lo faccio di buon animo, anche perché diventa l’occasione per offrire le mie riflessioni ad un pubblico veramente vasto e anche eterogeneo, chi vedrà, infatti, questo video, forse non parteciperà alla dimensione religiosa della festa e quindi non avrà occasione di ascoltarmi negli altri messaggi che io darò alla città”.

E poi il durissimo affondo. Una tirata d’orecchie al sindaco Falcomatà e un’invasione nella dimensione laica della società che ha un forte sapore di antico: “In tempi in cui noi assistiamo ad una secolarizzazione e scristianizzazione galoppante – dice Morosini – ha senso festeggiare un patronato religioso? Ha senso celebrare il santo patrono in uno stato, in una città che ormai si va sempre più organizzando in una maniera laica, diciamolo pure, in maniera scristianizzata? Non voglio contestare il fluire del tempo e il cambiamento in una società. La domanda io la pongo, non solo ai credenti, ma anche a coloro i quali affermano di non credere, però a queste tradizioni sono legati. Che senso ha che una città, che si vuole organizzare in una maniera laica, festeggi le ricorrenze religiose se poi fa leggi che sono contrarie alla Chiesa? Che senso ha il patronato religioso con il registro delle unioni civili? Che senso ha il patronato della Madonna con la visione della famiglia che oggi sta prendendo piede e con la cultura gender? Cosa ha che fare con la corruzione e la ‘ndrangheta che esistono dappertutto?”

Agli interrogativi forti posti dal vescovo ha risposto immediatamente il sindaco Falcomatà, che non si è scomposto. Ha ringraziato Morosini e spiegato il senso di una scelta.

“La nostra idea è quella di una città inclusiva, fondata sui diritti, sulle opportunità, sull'attenzione verso i più deboli, verso gli emarginati, verso chi ci guarda con la speranza di un cambiamento di rotta e di un miglioramento della propria condizione esistenziale, civile e sociale. Principi che stanno alla base della dottrina cristiana e che dovrebbero essere propri del buon senso, laico o religioso che sia, di ogni amministratore.
Ringraziamo il vescovo Morosini per il suo messaggio in vista della celebrazione della festa della Madonna della Consolazione. Lo spirito della Santa Patrona di Reggio ci ha accompagnato in questi mesi difficili che la città ha vissuto. Un periodo di duro lavoro per tutti noi, ancora più fervido nelle ultime settimane durante le quali, con spirito di sacrificio e abnegazione, non ci siamo risparmiati un solo istante pur di consegnare alle celebrazioni mariane una città pulita ed in ordine, adeguata al momento di altissima spiritualità che tutti noi, insieme ai nostri concittadini, ci apprestiamo a vivere.


Da quando ci siamo insediati alla guida di questa amministrazione abbiamo sempre operato con profondo senso civico, secondo i principi del buon padre di famiglia e nel rispetto del sentimento religioso che da sempre lega questa città alla sua Santissima Avvocata, puntando sempre la nostra attenzione verso le categorie più deboli e bistrattate, quelle che più necessitano di attenzione, per il riconoscimento di diritti che dovrebbero essere considerati una regola del vivere civile. In questo senso, e solo in questo, va considerato lo spirito che ha caratterizzato il nostro agire politico. Non un togliere, ma un dare. Non una alternativa, ma un'opportunità, per garantire a tutti il diritto di vivere con dignità la propria condizione civile e sociale, sotto la tutela delle istituzioni che hanno il dovere di garantire ad ognuno un pari trattamento di fronte alla legge”.

Il tema per la riflessione è servito ed è complesso. E se la città deve interrogarsi sul senso di una partecipazione, forse la Chiesa dovrebbe fare lo stesso sul suo rapporto con la società e con le fasce di popolazione che non professano la fede cattolica, ma sul piano civile hanno gli stessi diritti dei cristiani più ortodossi.