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LA NOTA. FI, prove di pacificazione

LA NOTA. FI, prove di pacificazione

js    di RICCARDO TRIPEPI -

La pace corre sul filo. Dopo le polemiche delle scorse settimane sembra essere tornato il sereno in Forza Italia. Anche tra la coordinatrice Jole Santelli e l’aspirante suo sostituto Antonio Caridi sarebbe arrivato il chiarimento finale. I due si sarebbero sentiti, dopo numerose mediazioni, e il senatore attualmente in forza al Gal avrebbe assicurato il suo passo indietro. In realtà il tentativo portato avanti da Caridi si era un po’ arenato da sé. I buoni contatti con Paolo Romani avevano ad un certo punto reso la possibilità di un Caridi coordinatore degli azzurri assai concreta, complice anche le difficoltà di gestione incontrate dalla Santelli.

La costituzione del gruppo di Verdini al Senato, però, ha reso poi meno appetibile il voto di Caridi e, nel contempo, le quotazioni della Santelli hanno ripreso a salire. Per due ordine di motivi. Il primo è legato allo stretto rapporto che la coordinatrice regionale ha con Silvio Berlusconi. Il Cavaliere e la pasionaria hanno rinsaldato l’antica intesa e la Santelli ha potuto riprendere in mano la gestione del partito calabrese, nonostante la levata di scudi che era seguita alle nomine dei coordinamenti provinciali.

La coordinatrice, inoltre, ha smussato le intenzioni iniziali e operato le successive scelte con maggiore accortezza. Il rinnovo del coordinamento provinciale di Cosenza, affidato a tre uomini, ha stemperato i bollenti spiriti di Ennio Morrone e Giuseppe Graziano che avevano minacciato azioni eclatanti se la scelta della Santelli si fosse cristallizzata sul nome del giovane De Rose. Alla fine quest’ultimo è entrato, ma anche gli altri due sono stati accontentati con personalità di riferimento. Per Morrone la nomina è addirittura rimasta in famiglia, considerato che nel coordinamento provinciale è entrato anche il figlio Luca.

Ed allora disinnescata la miccia cosentina, la Santelli sta provando adesso con lo stesso sistema per evitare ulteriori problemi su altri territori. A Crotone si sta valutando la possibilità di recuperare alcuni big rimasti al palo alle ultime regionali e tra questi l’ex consigliere Salvatore Pacenza. Anche se l’operazione non si annuncia certo delle più semplici.

A Reggio Calabria, invece, proprio il “contatto” con Caridi potrebbe risolvere il problema. Dando per scontato il rientro del senatore nella pattuglia degli azzurri, il coordinamento provinciale reggino dovrebbe contare di tre elementi, come quello cosentino. Con la facoltà per Caridi di indicare un suo riferimento. In tal caso la scelta cadrebbe sicuramente su Francesco Cannizzaro, consigliere regionale della Casa delle Libertà e delfino del senatore da sempre. Un altro elemento sarebbe indicato dal capogruppo degli azzurri a palazzo Campanella Alessandro Nicolò, mentre l’ultimo dovrebbe essere fornito dalla componente che fa capo a Nino Foti.

In ogni caso il rientro di Caridi nella squadra azzurra non sarebbe certo indolore anche in vista degli aggiustamenti delle liste per i prossimi appuntamenti elettorali.