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L’INTERVENTO. Ma nel piano del Governo il Sud non c’è ancora

L’INTERVENTO. Ma nel piano del Governo il Sud non c’è ancora

sud   di FILIPPO VELTRI -

 Abbiamo atteso un paio di giorni perché’ quando si parla di Legge di Stabilità un conto sono le chiacchiere e un conto sono i provvedimenti approvati davvero nel Consiglio dei Ministri e, soprattutto, come poi vengono scritti e riscritti dagli uffici e infine pubblicati in Gazzetta Ufficiale, al lordo delle modifiche che poi subiranno nelle Commissioni e nella lettura alla Camera e al Senato. Ma a questo punto della storia si può davvero scrivere che, ancora una volta, per il Sud c’e’ poco o nulla. Una delusione clamorosa.

Ci avevamo creduto ma sembra che tutte le attese e le speranze siano rimandate per un’altra occasione. Se mai ci sarà!

 Eppure c’e’ ancora chi difende quello che appare davvero indifendibile. E’ il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, secondo il quale ‘’c'e' una cosa fondamentale che e' il supporto finanziario chiave del Masterplan e dei Patti per il Sud. Noi abbiamo ottenuto dalla Commissione Europea la clausola investimenti, grazie all'azione del Governo italiano grazie al semestre di residenza europea, significano 5 mld di risorse nazionali su investimenti che vanno sui Fondi Strutturali, sulle grandi infrastrutture e così via. Che significa, compresi i fondi europei, complessivamente di più di 11 mld" .

"Buona parte di questi – dice ancora De Vincenti - vanno al Mezzogiorno, almeno il 60% nel solo 2016. Cioè un salto di investimenti nel Mezzogiorno che sarà fondamentale. Saranno fatte cose molto concrete, alcune le ha già dette il presidente del Consiglio, come la Terra dei Fuochi, progetti molto precisi e molto concreti che affrontano alcuni dei nodi strutturali chiave del Mezzogiorno. Questa e' una cosa enorme. E' la prima volta che c'e' uno stanziamento di risorse di questo rilievo".

Si tratta cioe’ di 7 miliardi, lontani da quei famosi 10 miliardi che Renzi aveva indicato al salotto di Fabio Fazio.

Ma sindacati e imprenditori (mai come questa volta all’unisono) rispondono netti che, in ogni caso, si tratta di una delusione. ‘’Alla manovra finanziaria del governo mancano ancora tante cose a partire da un impegno serio che il Governo aveva garantito sui temi del Sud", dice ad esempio Annamaria Furlan, segretaria generale della Cisl.

" Per rilanciare – aggiunge - l'economia del Mezzogiorno ci vogliono tanti investimenti in infrastrutture oltre, ad esempio, il credito di imposta come in un primo tempo il governo aveva assicurato. Ci voglio investimenti verso innovazione e ricerca e tanta, tanta legalità. Se il Paese non esce da questa situazione, se non riprendono il Sud e l'economia reale, l'occupazione e il lavoro. Sono insufficienti i provvedimenti previsti in finanziaria per il Sud, ci vuole più impegno e servono più investimenti".

Le risorse stanziate dal governo nella legge di Stabilità per il Sud sono insufficienti: parole del presidente dei giovani imprenditori di Confindustria, Marco Gay, che al convegno di Capri dei Giovani industriali ha chiesto "un piano organico di crescita per le regioni meridionali e un progetto di politica industriale per il Paese. Dove e' finito il 'Master Plan' per il Sud annunciato ad agosto? Ma, soprattutto, possiamo parlare di Master Plan per il Sud senza avere ancora un piano industriale per l'Italia intera? Leggiamo invece che il 'master plan' per il Sud sarebbe un insieme di misure che, in tutto, valgono 150 milioni quest'anno, su una finanziaria che vale quasi 30 miliardi. Che non ci sono il credito d'imposta per i nuovi investimenti e ampliamenti, quello per la ricerca, i contratti di sviluppo, come invece ci aspettavamo. Così - ha sottolineato - e' troppo poco, quasi inutile!".  

E lo stesso presidente della Confindustria, Giorgio Squinzi, alleato di ferro di Renzi, non ha potuto che ammettere che ‘’per il Mezzogiorno il governo poteva fare di più’’.

Volete sapere come il Governo risponde a tutto ciò? Fare ripartire l'edilizia, già a cominciare dal ponte sullo Stretto di Messina: così la ricetta per il Sud indicata dal ministro dell'Interno, Angelino Alfano. Intervistato a margine del convegno di Capri dei giovani imprenditori di Confindustria sulle critiche formulate da Marco Gay il vicepresidente del Consiglio se l’e’, infatti, cavata con quelle parole. Da far cascare le braccia…

A questo punto si conferma l’andamento degli anni passati: per il Sud solo opere infrastrutturali in attesa dei Patti con le Regioni. Anche Renzi, cioè, resta impantanato sulle politiche concrete a favore del Mezzogiorno. Bisogna prenderne atto, ragionare e agire di conseguenza.