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LA NOTA. Pd, in settimana arriva il momento della verità

LA NOTA. Pd, in settimana arriva il momento della verità

 AIELLO  di RICCARDO TRIPEPI -

 Manca ormai una settimana al giorno della verità in casa Pd. Il prossimo 15 novembre, infatti, scadono due termini che potrebbero alterare gli attuali equilibri in campo e mettere in discussione la stessa leadership del segretario regionale del partito Ernesto Magorno.

Il primo, quello più delicato, è relativo alla ratifica della nomina del commissario cittadino per i circoli di Cosenza. Lo scorso 15 ottobre Magorno aveva indicato il deputato Ferdinando Aiello, provocando le durissime critiche della federazione cosentina che subito avevano parlato di nomina illegittima e interpretato la mossa del segretario come un’autentica invasione di campo in vista del delicato appuntamento elettorale che riguarderà il capoluogo bruzio.

La nomina fatta dal segretario ha bisogno di essere ratificata dalla direzione regionale del partito entro 30 giorni. Quindi entro la fine della prossima settimana, ma al momento non c’è nessuna convocazione ufficiale. La sensazione è che Magorno e la componente renziana del partito stiano valutando se è il caso o meno di portare lo scontro alle estreme conseguenze ed esporre il partito a lacerazioni difficili da sanare. Nessuno sa come potrebbe concludersi una votazione sulla nomina di Aiello. La direzione è spaccata e sia i renziani che l’area dem si dicono certi di avere la maggioranza. E’ chiaro, però, che a rischiare più di tutti in questo caso è proprio il segretario Magorno. In caso di voto contrario alla nomina di Aiello, sarebbe certa la richiesta delle sue dimissioni. Ma anche spuntarla al fotofinish significherebbe vedere molto indebolita la proprio autorevolezza all’interno del partito.

Ecco perché si fa largo l’idea che la convocazione della direzione potrebbe non avvenire e la nomina di Aiello potrebbe essere lasciata cadere nel nulla. Magari adducendo gli impegni parlamentari dell’ex vendoliano come giustificazione ufficiale.

In questo contesto si inserisce poi l’altro termine, stavolta non burocratico ma politico, che è quello “imposto” dalla richiesta di convocazione dell’assemblea regionale per la discussione sulla sanità. Una richiesta che è partita dalla federazione cosentina e dall’area dem ed è stata sottoscritta da 174 delegati dell’assemblea che ne rappresentano la maggioranza, essendo il parlamentino democrat formato da 300 componenti in tutto.

I delegati hanno chiesto a Magorno una convocazione d’urgenza, e comunque entro il 15 novembre, della riunione dell’organismo. Anche su questo tema Magorno non ha fornito alcuna risposta. O meglio ha ignorato la richiesta di convocazione, confermando invece la data del 28 novembre per la riunione dell’assemblea per discutere dei temi legati alla sanità calabrese, annunciando la presenza del sottosegretario Marco Minniti, al quale dovrebbero spettare le conclusioni. Il condizionale è d’obbligo, in quanto anche l’appuntamento del 28 non è stato ufficialmente convocato.

Per non farsi mancare nulla, inoltre, il segretario sarà chiamato a riportare la serenità della federazione di Vibo, dopo l’esplodere delle tessere fantasma così come denunciato da Giuseppe Disì. La partita in atto, insomma, si conferma assai delicata e Magorno stavolta non può permettersi ulteriori passi falsi.