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Il massacro del Cdx. Tallini: Nicolò, Salerno, Morrone indegni del simbolo di Fi

Il massacro del Cdx. Tallini: Nicolò, Salerno, Morrone indegni del simbolo di Fi

mimmo tallini   di RICCARDO TRIPEPI -

E’ ormai un vero e proprio gioco al massacro quello che si è avviato dentro Forza Italia. Tra il gruppo azzurro istituzionale (Nicolò, Salerno e Morrone) ai quali si è unito l’esponente della Cdl Giuseppe Graziano e gli altri consiglieri azzurri ma iscritti in altri gruppi (Tallini del Misto, Cannizzaro e Mangialavori della Cdl) è ormai un crescendo di accuse e insulti reciproci.

Un clima così velenoso che la coordinatrice Jole Santelli ha preferito non rinviare l’incontro lametino che avrebbe dovuto fare chiarezza. Ma, proprio nel giorno del mancato incontro, è stato di nuovo Mimmo Tallini a rispondere per le rime ai consiglieri che ne avevano chiesto nuovamente l’espulsione.

«La residua ala "verdiniana", ancora presente in Forza Italia, insiste con la richiesta di espulsione nei confronti del sottoscritto. Li capisco. Al "loro" presidente Oliverio – continua – non parrebbe vero liberarsi di un esponente della "vera opposizione" in consiglio regionale».

«L'unica cosa che mi sento di condividere è di essere un "battitore libero" e di essermi sempre distinto dall'opposizione (ammesso che si possa definire tale) dei tre consiglieri che ancora, impropriamente e indegnamente, utilizzano il simbolo di Forza Italia per mascherare meglio il loro soccorso a un governatore sempre più in difficoltà.
Sono nel Pdl sin dalla fondazione e in Forza Italia da due legislature. Sono stato il primo e unico assessore regionale ad aderire alla nuova Forza Italia del presidente Berlusconi quando molti, compresi alcuni attuali esponenti della corrente "verdiniana", non riuscivano a resistere alle sirene di Scopelliti e Alfano. Credo di avere avuto un ruolo non secondario nei successi elettorali del centrodestra in Calabria e in provincia di Catanzaro, compresa la conquista al primo turno, per nulla scontata, del Comune capoluogo».


«Infine – prosegue Tallini –, ricordo ai "verdiniani" di essere stato l'eletto più votato di tutto il centrodestra in Calabria, particolare di non poco conto. Ritengo che tutto ciò sia più che sufficiente per essere considerato, dai vertici del partito di Fi, politicamente coerente e affidabile. Per queste qualità, riconosciutemi dalla dirigenza regionale e nazionale, sono stato nominato coordinatore della provincia di Catanzaro». 

«Trovo – conclude il consigliere regionale –, infine, fuori luogo e ridicoli i rilievi mossi al senatore Caridi il quale, secondo la logica dei "verdiniani", non avrebbe nemmeno diritto di parola. Altrettanto meschini e fuori luogo, trovo gli ennesimi attacchi alla coordinatrice regionale Jole Santelli, a cui va riconosciuto il merito di aver gestito in modo dignitoso la "sconfitta annunciata" alle regionali e di aver avviato la fase della rimonta, in parte già avvenuta, con le vittorie di Lamezia Terme, Vibo Valentia e Gioia Tauro e che si consoliderà con la riconferma di Mario Occhiuto alla guida del Comune di Cosenza».

Riccardo Tripepi