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L’INTERVISTA. Aiello (Pd): A Cosenza non ci serve la conta ma vincere le elezioni

L’INTERVISTA. Aiello (Pd): A Cosenza non ci serve la conta ma vincere le elezioni

 aiello   di RICCARDO TRIPEPI -

Il suo nome è stato al centro di una durissima discussione interna al Pd che ha fatto tremare, e non poco, la poltrona di Magorno. Dopo quasi un mese di montagne russe, è stato lo stesso segretario regionale del partito ad annunciare che Ferdinando Aiello non sarebbe più stato il commissario dei circoli cittadini di Cosenza, così come era stato deciso in un primo momento. La comunicazione è avvenuta durante la prima giornata di lavoro della “Leopolda” sulla sanità, alla presenza del governatore Mario Oliverio.

Insomma onorevole Aiello è stato lei a ritirarsi o Magorno a revocarla?

«In realtà ci siamo confrontati con il segretario e la decisione si può dire che l’abbiamo concordata. Dopo essere stato nominato commissario dei circoli di Cosenza, è arrivata quella alla carica di commissario per le città di Enna e Messina che richiede un grande impegno. Anche Cosenza avrebbe avuto bisogno di un impegno a tempo pieno e senza soste. Consideri che faccio anche il parlamentare. Non avrei avuto proprio il tempo materiale per svolgere anche questo incarico. Da qui nasce la decisione. Non c’è dietro nessuna questione politica».

Non può negare, però, che dopo la sua nomina nel Pd è scoppiato il caos e la federazione cosentina è stata a lungo sul piede di guerra, così come è stato alto il rischio di arrivare ad una pericolosissima conta in direzione regionale…

«E’ vero. C’è stata una parte del partito che non ha gradito che si procedesse alla nomina di un commissario. Non è mai stata una questione personale comunque, tanto che i miei rapporti sono sempre ottimi con i vari Guccione, Adamo, Oliverio. Diciamo che la nomina a Messina ed Enna è caduta a fagiolo…»

Senza commissario dei circoli a Cosenza come si riparte?

«La soluzione indicata dal segretario Magorno mi sembra la migliore. Si procederà alla nomina di un coordinamento che possa rappresentare le varie anime del partito e di cui faranno parte consiglieri regionali e parlamentari che lavori con il massimo impegno alle primarie, alle candidature e alle liste. Non abbiamo necessità di dimostrare chi è il più forte, ma solo di vincere le elezioni. Oltre a Cosenza si voterà anche a Paola e Rossano e, dunque, indirettamente ci si gioca anche la Provincia. Una classe dirigente responsabile sa individuare quali sono i veri obiettivi di un partito».

A breve, in ogni caso, ci sarà l’assemblea regionale sulla sanità. Anche su questo tema si sono registrate frizioni e tensioni. C’è il rischio, anche dopo le 174 sottoscrizioni bersaniane, che la riunione si trasformi in uno scontro tra fazioni?

«Per contarsi ci sono i momenti opportuni e cioè i congressi. Adesso non siamo in questa fase. Anzi dobbiamo cercare il massimo dell’unità possibile per affrontare i prossimi appuntamenti elettorali e sui problemi della Calabria. Abbiamo dimostrato, anche grazie al coordinamento di Marco Minniti, di sapere ottenere risultati importanti se la lavoriamo insieme. Penso, ad esempio, alle questioni relative agli Lsu-Lpu o alla riapertura della ss 106. Così è che dobbiamo continuare ad operare».

La leadership di Magorno è meno forte di prima?

«Non credo. Mi pare che Ernesto stia svolgendo bene un compito assai difficile che è quello di fare sintesi tra le varie componenti del partito. Mi sembra ottima l’iniziativa della Leopolda sulla sanità e anche l’assemblea del 28 diventerà un buon momento di sintesi. In ogni caso il tempo per discutere della segreteria è il 2017 quando ci sarà il congresso. Per il momento c’è soltanto bisogno di stabilità sia nel partito che nell’azione del governo regionale. E Magorno potrà svolgere un ruolo importante come trait d’union tra il governo nazionale e la giunta guidata da Mario Oliverio».