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Ecco perché le sentenze del Tar separano i destini di Oliverio e Gioffrè

Ecco perché le sentenze del Tar separano i destini di Oliverio e Gioffrè

oliverio e gioffrè NOSTRO SERVIZIO -

Perche i destini di Mario Oliverio Presidente della Giunta regionale e di Santo Gioffrè ex commissario Asp di Reggio Calabria si separano davanti al Tar Lazio? Forse la Giurisprudenza è cambiata nello spazio di qualche settimana? Spesso capita anche questo, ma non nel caso specifico.

I destini si separano perché i due ricorsi in realtà hanno finalità diverse. Il primo, quello di Oliverio, era teso non solo e/o non tanto a dimostrare la legittimità della nomina di Gioffrè, ma soprattutto l’assenza del dolo o della colpa in quella scelta che poteva essere anche illegittima.

Gioffrè non aveva espressamente indicato e sottoscritto la sua incompatibilità e successivamente, quando è scoppiata la polemica, si sono inseguiti e susseguiti pareri giuridici che dovevano essere valutati più che da Oliverio, dal suo dipartimento e dai suoi direttori generali.

E qui viene difficile individuare in capo al presidente della Regione la coscienza e la volontà di adottare o salvare un atto illegittimo. Questo dato consente di escludere tranquillamente la possibilità e la necessità di irrogare sanzioni al soggetto che ha proceduto ad una nomina illegittima.

Qui si separano i destini di Oliverio e Gioffrè, perché quest’ultimo ricorre al Tar per sostenere, solo ed esclusivamente la piena legittimità del suo incarico. Il giudice amministrativo non cambia posizione rispetto all’assunto di Cantone e ribadisce sia nell’ordinanza “Oliverio” sia quella “Giuffre” che la nomina è illegittima differenziandone gli effetti: Giuffrè non poteva e non può essere responsabile dell’Asp di Reggio ma Oliverio non può essere sanzionato per assenza dei presupposti a differenza di quello che pensava la responsabile dell’ufficio regionale Anac, dipendente della Regione Calabria.

In realtà l’obiettivo di Oliverio era quello di evitare la sanzione e la sua controparte non era Cantone ma la sua dipendente regionale. La finalità di Gioffrè era l’affermazione della legittimità della sua nomina e il suo interlocutore era Cantone. Gli obiettivi diversi hanno diversificato le posizioni e dunque le decisioni. Gioffrè non poteva restare all’Asp di Reggio a prescindere dal suo operato, Oliverio non poteva fare quella nomina ma può continuare a nominare