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LA NOTA. Foti e il problema etico: Caridi, vice regionale, mai iscritto a Fi

LA NOTA. Foti e il problema etico: Caridi, vice regionale, mai iscritto a Fi

nino foti   di RICCARDO TRIPEPI -

Il coordinamento regionale di Forza Italia batte un colpo. Dopo lunghe settimane di silenzio, durante le quali il partito si è spaccato ancora più di prima riducendosi davvero a brandelli, arriva una presa di posizione pubblica e ufficiale. Non è quella di Jole Santelli però. La coordinatrice dopo aver lasciato che i suoi consiglieri regionali si insultassero in ogni modo (la disputa tra Tallini e Nicolò sulla questione relativa alla presidenza della Commissione di vigilanza ha intasato i media per diversi giorni), aveva provato a convocare una riunione con i protagonisti della vicenda. L’incontro previsto per lunedì scorso, però, non si è mai fatto. Da allora nulla più. Eccezion fatta per una vicenda del tutto singolare avvenuta a Reggio Calabria, dove la coordinatrice si è manifestata telefonicamente per far partecipare i nuovi consiglieri comunali arrivati da “Reggio Futura” in Fi per tramite del senatore Caridi. Nell’allargato gruppo consiliare, infatti, stanno già volando gli stracci, con i nuovi arrivati che, essendo maggioranza, vorrebbero eleggere un nuovo capogruppo.

Il caos insomma è totale e rimanere ancora inerti potrebbe essere letale per le residue speranze di rilancio del partito di Berlusconi. Questo il quadro in cui si inserisce l’intervento di Nino Foti che difende l’operato del capogruppo Nicolò in Consiglio e la nomina di Morrone alla guida della Commissione di Vigilanza. Ma soprattutto, pur senza nominarla, richiama Jole Santelli ai propri doveri, stigmatizzando anche l’ingresso del senatore Caridi perché avvenuto non con particolare rispetto di chi già era nel partito, almeno secondo Foti.

«Prima la questione dei recenti ingressi, ora quella sulle presunte mancanti iscrizioni al partito da parte degli stessi, passando per le polemiche sulla nomina del presidente della Commissione Vigilanza. Una situazione preoccupante della quale ho ritenuto necessario informare anche il presidente Berlusconi durante un recente incontro. La gestione della vicenda degli ultimi ingressi in Fi ad esempio - dice Foti - non è stata una delle nostre migliori pagine. Ci ritroviamo, infatti, ferma restando la mia convinta apertura a nuovi contributi che possano arricchire il partito, di fronte a degli eventi che hanno destabilizzato il nostro movimento. Senza considerare gli aspetti di carattere etico che contribuiscono ad alimentare le attenzioni mediatiche intorno a Fi, visto che ad esempio alcuni organi di stampa hanno sottolineato come il senatore Caridi, nominato vice coordinatore regionale, non abbia avvertito la necessità di iscriversi al partito contestualmente all’ufficializzazione del suo ingresso, né tantomeno ad oggi risulti iscritto a Fi».

«Così come non è edificante - aggiunge Foti - lo spettacolo offerto in questi giorni in relazione all’assurda querelle sulla nomina del presidente della Commissione Vigilanza. La nomina del presidente della Commissione di Vigilanza da prassi è da sempre stata riservata alla minoranza del Consiglio e che era pertanto pieno diritto del capogruppo Nicolò, dopo essere riuscito ad acquisire la carica in favore del nostro partito, cosa non scontata considerate le forze delle diverse minoranze presenti in Regione, avanzare la proposta di nomina di Ennio Morrone. Del resto, il fatto che su questa proposta si siano registrate ampie convergenze anche tra le fila della maggioranza non può che essere letto come una conferma della bontà della scelta avanzata da Forza Italia, e del riconoscimento delle indiscusse capacità e della prestigiosa esperienza di Morrone, al quale colgo l’occasione per formulare i miei auguri per un proficuo lavoro. Tutte le contro argomentazioni che ne sono conseguite in aula e anche sulla stampa sono note di contorno che si sarebbero dovute evitare o quantomeno contenere. Bisognava essere più responsabili, non è questo lo stile che ci appartiene».

Poi la richiesta specifica. «Occorre che chi di dovere si assuma la responsabilità di fare chiarezza e lavori per cambiare il passo ristabilendo alcuni principi che al momento, e non solo in questa circostanza, non sono stati rispettati, ma che costituiscono la struttura portante di Fi: il rispetto dei ruoli, delle regole e della storia». A questo punto la riunione del coordinamento regionale del partito sembra non essere più rinviabile.

Riccardo Tripepi