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REGIONE CALABRIA. Personale, si cambia (finalmente!)

REGIONE CALABRIA. Personale, si cambia (finalmente!)

regione   di FILIPPO VELTRI

- Su proposta del Vicepresidente Antonio Viscomi, la Giunta regionale nelle scorse settimane ha deliberato la riorganizzazione della struttura burocratica regionale, obiettivo significativo del programma politico del Presidente Oliverio.

Ovviamente – come spesso accade dalle nostre parti – se n’e’ parlato poco e male, ed e’ finito tutto nel calderone delle polemiche ad uso interno o – peggio -nel dimenticatoio, quasi fosse un normale atto amministrativo. Altrettanto ovviamente non e’ così e lo snodo e’ stavolta davvero cruciale.

I dipartimenti saranno articolati soltanto in settori, ad ognuno dei quali sarà preposto un dirigente che avrà la cura e la responsabilità su specifiche materie e procedimenti. “Scompare – dice Viscomi - la tradizione distinzione tra dirigente di settore e di servizio e ogni dirigente avrà pari dignità, autonomia, potere di spesa e dunque responsabilità’’.

I singoli settori saranno pesati ed ognuno di essi sarà collocato in una delle fasce già concordate con le organizzazioni sindacali alle quali corrispondono livelli differenziati per quanto riguarda la retribuzione di posizione e parametri differenti per quanto riguarda la retribuzione di risultato. I cittadini sapranno, per converso, esattamente chi ha in carico le loro pratiche e non dovranno più perdersi in un labirinto alla ricerca del dirigente competente.

I prossimi passi per implementare la riforma sono delineati nella deliberazione di giunta: ogni direttore generale dovrà formalmente definire i settori, gli addetti, le risorse e i procedimenti, tenendo conto del lavoro istruttorio già svolto nei mesi passati; la mappa dei procedimenti dovrà essere pubblicata on line, in modo che tutti possono immediatamente identificare l’ufficio di loro interesse. Successivamente i settori saranno pesati secondo la metodologia già concordata con i sindacati e quindi la Giunta assegnerà i dirigenti a tutti i nuovi settori sulla base di una procedura trasparente che valorizzerà le competenze e l’arricchimento professionale.

A quel punto, la nuova struttura entrerà formalmente in vigore, accompagnata dalla formulazione del nuovo piano della performance che sarà elaborato ed approvato tenendo conto del nuovo modello organizzativo; nuovo per la Regione Calabria, ma già da molto tempo imposto dalle leggi dello Stato e dai più moderni criteri organizzativi orientati a semplificare le linee di comando.

   E’ stato istituito un settore dedicato alle iniziative in materia di legalità e sicurezza, è stata rafforzata l’area dedicata ai tributi, è stato introdotta una struttura di coordinamento strategico delle politiche sulla difesa del suolo, è stato valorizzato il tema delle politiche attive e passive del lavoro all’interno di una struttura di governo del mercato del lavoro, è stata riconfigurata l’area sanitaria prestando particolare attenzione al controllo dei costi, è stato riportato ad unità il controllo e il monitoraggio delle società, degli enti strumentali e delle fondazioni in house, è stata prevista una specifica struttura dedicata al “Sistema Gioia Tauro”.

Ai settori dirigenziali sono stati affiancati, in staff al Presidente, tre Nuclei di monitoraggio e valutazione sull’attuazione del programma, in particolare per quanto riguarda le opere strategiche di rilevanza regionale, sul sistema idrico integrato e sui rifiuti. La ridefinizione dei settori ha consentito una significativa razionalizzazione anche quantitativa, rispettando il limite numerico previsto dalla legge regionale, secondo cui il numero dei settori sommato al numero dei dipartimenti non può essere superiore al numero delle posizioni dirigenziali in dotazione organica che per l’anno 2016 è pari a 141 e arriverà nel 2018 a 135, contro le 164 posizioni dirigenziali del 2014.

“L’approvazione della delibera di riorganizzazione – dice ancora Viscomi- costituisce la prova più evidente che per cambiare le cose non servono le rivoluzioni ma bisogna prima di tutto cambiare atteggiamento e cultura, abbandonando logiche individualistiche e proprietarie, ed introducendo viceversa pratiche cooperative e di condivisione degli obiettivi”.

Anche su questo verificheremo se alle intenzioni e agli atti amministrativi seguiranno i fatti concreti e le attuazioni.