Direttore: Aldo Varano    

L’ANALISI. Cosenza, ma quale complotto! È Forza Italia che crolla

L’ANALISI. Cosenza, ma quale complotto! È Forza Italia che crolla

mario e roberto occhiuto   di ALDO VARANO

- Con grande rispetto e senza ironia: fanno una grande tenerezza i due fratelli Occhiuto che credono con tanta ingenua determinazione al consumarsi di un complotto e di piccoli tradimenti e sognano un'immensa rivincita che li riporterà agli antichi fasti sulla spinta dello sdegno dei cosentini.

Certo, gli osservatori non li aiutano elencando traditori, retroscena e complottisti. E i reduci di Forza Italia li depistano ancor di più presi come sono dalla bomba. Ma guardando i due fratelli l'impressione che se ne ricava è che siano proprio digiuni di politica se stanno ancora lì a contare in quanti li hanno ingannati o a chiedersi se è stato Adamo-Belzebù o chissà chi a cancellarli dalla scena politica cosentina.

Mario Occhiuto, a me pare, è la prima vittima organica di Silvio Berlusconi e della maturazione avanzata e irreversibile della crisi ormai evidente a tutti del Cdx dell'ex Cavaliere. Quel che ha fatto a Cosenza Mario Occhiuto, e che non viene qui valutato, non c'entra nulla con le 17 firme che gli hanno dato il benservito. Altri in altre città faranno la sua fine alle prossime elezioni e spesso per motivi che non c'entrano con quel che hanno fatto.

Giacomo Mancini il Giovane sarebbe ancora accanto a lui se Fi avesse un briciolo di speranza futura. Ed anche i fratelli Gentile, sia pur dolenti perché colpiti negli affetti familiari, gli sarebbero accanto. Per non dire di papà Morone e del suo rampollo: avrebbe resistito anche alle torture, come pare avesse garantito a Occhiuto, fin quando non gli hanno spiegato che il Cdx di B non c'è più e lui, ricevuta la carezzevole spiegazione, ha mollato il partito di cui era coordinatore e il sindaco.

Spezzo una lancia per i "traditori": perché avrebbero dovuto restare su un treno che sempre più velocemente correva verso il burrone? Le fedeltà in politica, specie in provincia e ampiamente in Calabria, servono per avere vantaggi. Se arrivano le botte, invece, tutti a precipitarsi giù dal ring.

Controprova: a Crotone non si sta forse profilano uno scenario identico con tutti quelli che possono in fuga dal Cdx di B e da Fi? E a Reggio? I tentativi di rilancio di Scopelliti non guardano forse a una destra diversa e lontana dal berlusconismo mentre tra tutti gli altri orfanelli di Arcore cresce la confusione e si cercano nuove allocazioni? In fin dei conti non andava in questa stessa direzione la lucida determinazione dell'ex sindaco Mario Occhiuto, che di presentare il simbolo di Fi alle elezioni pare non ne volesse sapere perché convinto fosse un lasciapassare verso la sconfitta?

Tempo fa ho subito le critiche di una autorevole esponente del Cdx perché il giorno prima delle elezioni avevo messo in fila su un giornale le ragioni per cui Oliverio avrebbe stravinto. Nei mesi scorsi, dopo avere spiegato prima delle elezioni perché anche Falcomatà avrebbe stravinto a Reggio, ho ribadito che se si tornasse al voto ancora oggi non ci sarebbe partita. Nessuno è indovino: basta mettere insieme i dati di fondo della situazione per capire in quale direzione si va. Sono pochissimi un Italia, in questo momento, i politici che occupano una posizione solo grazie al proprio merito. La Calabria poi dipende in gran parte da quel che accade altrove.

Il Cdx è sparito dal paese? Certo che no. Esiste ed è, io credo, molto potente. Ma non è in grado di riorganizzarsi perché, qui ed ora, è assolutamente privo di un progetto per l'Italia, né sarà facile per il Cdx liberarsi dagli impacci vetero-berlusconiani e riformularlo. Questo dato prima ha provocato la fuga degli elettori, ora provoca quella di militanti, esponenti, clienti e dirigenti. Tutto qui. È questa situazione a fare forte il Pd, a tenere unite nelle regioni come la Calabria le confederazioni di gruppi che hanno spesso interessi diversi e, soprattutto, a fare fortissimo perché privo di alternative Renzi.

Chiudano gli occhi i fratelli Occhiuto, le signore Santelli e Ferro e il consigliere Nicolò e per un attimo pensino a B che trionfante propone una imprenditrice italiana come leader del Cdx per vincere le prossime elezioni politiche e si sente rispondere dalla stessa (sorridendo) che lei tifa Renzi. Onestamente: si può più confusi e alla bancarotta di così?

Ma tutto questo significa anche che a Cosenza nessuno si può intestare la cacciata di Mario Occhiuto da sindaco e che sarà aspro il cammino di chi l'ha defenestrato. Al massimo potrebbe intestarsela (ma solo un po’) suo fratello Roberto che se fosse rimasto nell'Udc anziché farsi fagocitare da Cesa sarebbe potuto saltare nel Ncd e da lì costruire per sé e per Mario un radioso avvenire politico.

Ma questa è un’altra storia.